Al Abassi (Banca centrale Tunisia): “Necessario contenere l’inflazione”

Il governatore della Banca centrale della Tunisia, Marouane el Abassi, parla, in una intervista a "Il Sole 24 Ore" - del difficile momento per l'economia del suo paese, alle prese con il blocco delle forniture di grano da parte dell'Ucraina, che ha fatto schizzare il prezzo del pane

tunisia

“Per l’inflazione, al pari di molti altri Paesi, i prezzi al consumo in Tunisia dovrebbero risentire del forte rialzo dei prezzi internazionali dei prodotti alimentari di base e dell’energia, in atto già dall’anno scorso. L’inflazione ha continuato a salire, per raggiungere un tasso del 7,5 per cento in aprile 2022. La Banca centrale sta valutando i rischi connessi alla stabilità dei prezzi e metterà in campo ogni mezzo possibile per riuscire a contenerla entro livelli accettabili”. Il governatore della Banca centrale della Tunisia, Marouane el Abassi, parla, in una intervista a “Il Sole 24 Ore” – del difficile momento per l’economia del suo paese, alle prese con il blocco delle forniture di grano da parte dell’Ucraina, che ha fatto schizzare il prezzo del pane. El Abassi è in Italia per il Forum ‘Verso Sud: La Strategia europea per una nuova stagione geopolitica ed economica’ organizzato dal Ministro per il Sud e da European House-Ambrosetti, in programma per oggi e domani, presenti da programma anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il premier Mario Draghi, e un folto gruppo di ministri. El Abassi osserva che “proprio come tanti altri Paesi del mondo, anche l’economia tunisina è stata fortemente colpita dalle ricadute del Covid. Nel 2020, il tasso di crescita economica ha toccato il minimo storico, registrando una flessione dell’8,7 per cento. Il rimbalzo tecnico che ne è seguito nel 2021 non è riuscito a neutralizzare il calo sopraccitato con un tasso di crescita del 3,1 per cento”.

“Più di recente, – aggiunge – la portata della crisi russo-ucraina sull’economia tunisina dovrebbe estendersi principalmente ai Paesi dell’Eurozona, che nel 2022 dovrebbero subire una revisione al ribasso dei loro tassi di crescita”. L’Italia è il principale fornitore della Tunisia: “L’Italia rimane un partner strategico per la Tunisia. Dal punto di vista commerciale è il nostro primo fornitore, con una media del 14 per cento di importazioni, e il nostro secondo cliente, con una media del 17 per cento delle nostre esportazioni. Siamo sulla buona strada per consolidare una cooperazione ‘win-win’ tra i nostri due Paesi. Inoltre, la prossimità geografica, la manodopera qualificata e competitiva, l’infrastruttura e la logistica ad hoc sono altri fattori di attrazione per l’implementazione in Tunisia di imprese italiane di investimento diretto estero (IDE)”. “Attualmente – continua il governatore – si contano 910 imprese italiane e miste, per un totale di circa 73mila posti di lavoro. È quindi indubbio che le prospettive di cooperazione tra i nostri due Paesi siano già molto promettenti, ma potrebbero migliorare ulteriormente con l’adozione di azioni supplementari”.

La Tunisia, infatti, “potrebbe beneficiare di un supporto tecnico e finanziario per promuovere la competitività dei settori esportatori, in particolare l’industria agroalimentare e farmaceutica, oltre a quella manifatturiera. In secondo luogo, i problemi insorti a causa delle due recenti crisi, la pandemia e il conflitto russo-ucraino, soprattutto a livello di filiere di approvvigionamento e di trasporto, sono altre ragioni che dovrebbero indurre le imprese europee, e soprattutto italiane, operanti principalmente nei settori vitali, a rilocalizzare i loro stabilimenti in Tunisia, integrandoli nelle catene di valore mondiali, così da accrescerne il valore aggiunto”. Quanto alla strategia europea per una nuova stagione del Mediterraneo, “una migliore cooperazione deve mirare a ridurre le tensioni tramite un forte sostegno da parte dei Paesi della riva nord del Mediterraneo che consenta di migliorare la situazione economica e sociale dei Paesi del sud, infondendo un seme di speranza di vita più serena e dignitosa, minando quindi le cause dell’emigrazione. Insieme, Tunisia e Italia, ma anche gli altri Paesi della regione, devono darsi da fare per migliorare le prospettive future di tutta la comunità, a livello di politica economica, sociale ed ecologica”, ha concluso El Abassi.

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