A Roma 33 mense e 35 dormitori: la guida di Sant’Egidio per i poveri su dove mangiare, riposare e lavarsi

Un libretto di 280 pagine dove si trovano gli indirizzi di 33 mense, di cui 29 sono gratuite, 35 dormitori, di cui 32 gratuiti, nonché quattro case di accoglienza per malati e familiari di persone ricoverate

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Dalle mense ai dormitori, da dove potersi lavare a dove poter avere assistenza sanitaria, arrivando alla formazione professionale e alle prestazioni assistenziali e pensionistiche. Una vera e propria “guida Michelin” per chi non ha casa o è in difficoltà, italiani e stranieri. Questa mattina è stata presentata, nella sede comunità di Sant’Egidio, a Roma, la 33esima edizione di “Dove mangiare, dormire lavarsi a Roma 2023”, un libretto di 280 pagine dove si trovano gli indirizzi di 33 mense, di cui 29 sono gratuite, 35 dormitori, di cui 32 gratuiti, nonché quattro case di accoglienza per malati e familiari di persone ricoverate. Inoltre, sono presenti 28 luoghi dove è possibile lavarsi e 78 centri di ascolto parrocchiale. All’interno della guida è stata inserita una nuova sezione sanitaria su come richiedere ausili e protesi. Infine, ogni giorno verrà fatta almeno una distribuzione itinerante in 28 quartieri con la mobilitazione di 51 associazioni.

“È una guida molto bella perché fatta a più mani: non soltanto dai volontari di Sant’Egidio, ma anche dalle persone che usufruiscono normalmente di questi servizi, e che ci segnalano anche l’apertura di nuove mense o nuovi dormitori”, ha commentato il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo. “Quindi – ha sottolineato il presidente – si arricchisce ogni anno ed è interessante notare come la solidarietà si stia allargando. Ci sono molti nuovi luoghi in più, e questo è un segnale positivo da parte della società civile verso i cittadini più vulnerabili nel nostro Paese”, ha affermato Impagliazzo. “A inizio anno – ha spiegato il presidente – c’era stata una certa ripresa per via delle riaperture, e tanti hanno trovato nuovamente un lavoro. Ma l’aumento dei prezzi, l’inflazione e una crisi lunga del Covid sta creando tanti problemi soprattutto alle famiglie monoreddito, a chi ha un lavoro precario, a tante donne che sono sole con i bambini e a tanti anziani, che si impoveriscono per pensioni basse e inflazione alta. È quindi un periodo duro, serve l’impegno di tutti, dalle istituzioni alla società civile”.

In passato, inoltre, la guida è stato un elemento fondamentale anche per tante persone che oggi fanno volontariato nella comunità. “Grazie a questa guida a Roma non si muore di fame”, racconta Antonino, volontario della comunità. “Ci sono decine di posti per mangiare, lavarsi, così come altri servizi. In parte ho dato una mano per creare la guida. Una guida importantissima, per chi si trova per strada, come è successo a me per circa sei mesi prima di incontrare la comunità di Sant’Egidio, grazie alla quale ho trovato casa”, ha concluso Antonino. Secondo Agostino, si tratta di “una guida completa a 360 gradi. Io conosco la comunità da 12 anni, per 6-7 mesi ho vissuto in strada. Inizialmente, la guida è utile: chi si ritrova all’improvviso in strada – ha spiegato Agostino – non sa come muoversi”. Per Morena, un’altra volontaria, grazie alla guida “è possibile avere informazioni su dove andare per fare docce, mangiare, spiega i posti dove poter andare, a seconda della zona della città in cui ci si trova”, ha concluso la volontaria.

L’iniziativa si aggiunge al 40esimo anniversario del primo pranzo di Natale con i poveri, che verrà celebrato il 25 dicembre nella basilica di Santa Maria in Trastevere. Inoltre, nel corso della conferenza, sono stati forniti i dati dell’attività di assistenza fornita dalla comunità di Sant’Egidio, con 600 mila pacchi alimentari distribuiti in Italia dall’inizio della pandemia, di cui 250 mila dall’inizio dell’anno. Di questi, 120 mila sono stati distribuiti nella Capitale. Dall’inizio del Covid, inoltre, nel nostro Paese sono stati distribuiti, tra mense e cene itineranti, 1 milione di pasti. Di questi, 500 mila pasti sono stati distribuiti nelle mense di Roma, Genova, Novara, Frosinone Lucca e 650 mila nelle cene itineranti in diverse città. Sono state, infine, aperte negli ultimi anni convivenze per mille persone a Roma e altre in diverse città italiane, per anziani, senza dimora o persone con disabilità.

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