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8 marzo, Coldiretti: sei italiani su dieci regalano la mimosa

Il 23 per cento si orienta su altri fiori mentre solo il 17 per cento preferisce dolci, cioccolatini e altri doni

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Sei italiani su dieci (il 60 per cento) che hanno deciso di fare un regalo per l’8 marzo hanno scelto le mimose che sono il simbolo della giornata perché dietro una fragilità apparente mostrano una grande forza con la capacità di crescere anche in terreni difficili. È quanto emerge da una rilevazione on line della Coldiretti in occasione del tradizionale appuntamento della festa della donna che ricorda la forza e il ruolo femminile nel mondo. Se si indirizza sulle mimose – sottolinea l’associazione di categoria – la maggioranza degli italiani che al tempo della guerra non rinunciano a celebrare le donne, una fetta del 23 per cento si orienta su altri fiori mentre solo il 17 per cento preferisce dolci, cioccolatini e altri doni.


La voglia degli italiani di presentarsi con un omaggio nonostante le limitazioni e le difficoltà di un anno difficile conferma la forza simbolica di una giornata che risale al 1908 quando un gruppo di operaie decise di scioperare per vedere riconosciuti i loro diritti, mentre è dal 1946 – spiega la Coldiretti – che in Italia le mimose sono state scelte come icona dell’8 marzo. Oltre a essere il simbolo della presenza femminile nel mondo, dalla famiglia al lavoro, la mimosa esprime anche un importante valore ambientale perché è realizzata in Italia con tecniche eco-compatibili soprattutto nei tipici terrazzamenti che si affacciano sul mare, altrimenti destinati al degrado e all’abbandono. Quelli regalati sono praticamente tutti di origine nazionale – prosegue la nota –e soprattutto della provincia di Imperia, in Liguria, dove si realizza oltre il 90 per cento della produzione italiana.

Quest’anno la produzione della mimosa è stata fortemente condizionata da un inverno bollente con temperature elevate che hanno determinato la fioritura già nella prima metà gennaio con due mesi di anticipo rispetto al tradizionale appuntamento dell’8 marzo, e tagli dei raccolti del 30 per cento. Per la festa della donna 2023 i prezzi dei singoli ramoscelli variano dai cinque ai dieci euro mentre per i mazzi più grandi e decorati o per le piantine si arriva anche oltre i 20 euro. Il consiglio è quello di non fare acquisti di impulso, ma verificare e mettere a confronto i diversi prezzi. Per evitare di cadere nelle trappole del mercato e non alimentare l’abusivismo è meglio – ricorda – evitare venditori improvvisati e preferire l’acquisto, se possibile, direttamente dai produttori, ricordando che acquistando fiori italiani si sostengono le imprese, l’occupazione, il territorio.

Ai problemi causati dal clima alla floricoltura nazionale si sono aggiunti peraltro – continua Coldiretti – quelli legati al conflitto in Ucraina con l’esplosione dei costi di produzione che pesa su ogni cosa, dai fertilizzanti agli imballaggi, dalla plastica dei vasetti alla carta delle confezioni fino al gasolio per il riscaldamento delle serre, andando a colpire un settore che rappresenta un fiore all’occhiello del made in Italy, con oltre 27 mila imprese e circa 200 mila posti di lavoro.

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