GIUSTIZIA

 
 
 

Giustizia: Salvini al "Corriere della Sera", Palamara mi sta cercando ma io non ho niente da dirgli

Roma, 02 giu 09:42 - (Agenzia Nova) - In Italia di lottizzazioni ne abbiamo viste tante. Ma qui si decide della libertà delle persone. Una cosa che fa venire i brividi. Matteo Salvini in una intervista al "Corriere della Sera" torna sulla vicenda Palamara: l'ex consigliere del Csm, l'altra sera ospite di Massimo Giletti su "La7", si è scusato per le parole usate nei confronti del leader leghista ('Dobbiamo attaccarlo'). Ma l'ex ministro dell'Interno non pare colpito: "Mi risulta anche che mi stia cercando. Ma io ho ascoltato abbastanza e non ho niente da dirgli". Se quello è il clima, c'è da temere per i suoi processi. "No: sarò giudicato nel merito. Anche le intercettazioni, per quanto disgustose e imbarazzanti, riconoscono che Salvini ha ragione. Nel senso che gli stessi intercettati, pur dandomi della mer..., riconoscono la legittimità dei miei atti". Tranquillo anche sui possibili processi per la gestione dell'emergenza Covid in Lombardia. "Io conto che Pd e M5S la smettano di usare il virus per fare battaglia politica. Credo che adesso si debbano ringraziare i medici e piantarla lì di utilizzare i morti. Ma c'è un altro aspetto sconcertante della vicenda Palamara". "In ogni paese normale - spiega il leader leghista - si sarebbe aperta una discussione nazionale, con dimissioni a catena, azzeramento del Csm e il premier in aula a riferire: Palamara ha candidamente ammesso che le carriere sono decise per simpatia. Senza amici, o sei un genio o non vai da nessuna parte. Io sono certo che la stragrande maggioranza degli 8000 magistrati sia gente per bene e libera. Ma mi sarei aspettato una parola del presidente del Consiglio. E il ministro della Giustizia qualcosa di più avrebbe potuto dire". Però, la vecchia definizione di toghe rosse forse non calza per questa vicenda. "Beh, essere di sinistra non ostacola. E se penso ai miei processi, da Genova a Palermo ad Agrigento, il dubbio che ci siano dei problemi di simpatia politica può venire. Però sì: più che toghe rosse la parola giusta oggi è 'casta'". (Res)
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