SCUOLA

 
 
 

Scuola: Anief, grande inganno dei contratti Ata con scadenza al 31 agosto

Roma, 21 mag 15:47 - (Agenzia Nova) - Il ministero dell’Istruzione ha inviato agli Uffici scolastici regionali la nota 12278 sulle supplenze in scadenza dei lavoratori Ata: l’obiettivo è ricordare ai dirigenti scolastici che possono chiedere la proroga dei contratti al 30 giugno per far funzionare le scuole d'estate, per gli esami di Stato e per predisporre il nuovo anno scolastico. E' quanto si legge in un comunicato del sindacato Anief. "Quei posti dovrebbero andare assegnati a priori - si legge - anche senza l’emergenza epidemiologica. Non è una concessione ma un diritto del lavoratore precario”. Il ministero dell’Istruzione "ha emesso in data 19 maggio una nota sulla proroga dei contratti di supplenza per il personale Ata. La nota, riferisce la stampa specializzata, prevede che la proroga venga richiesta dai dirigenti scolastici, con motivazioni precise" precisano dal sindacato aggiungendo che "nella fattispecie, l’amministrazione centrale ha fatto sapere che la richiesta deve essere legata allo svolgimento degli esami di Stato, di idoneità, preliminari, integrativi, ma anche in situazioni che possano pregiudicare l’effettivo svolgimento dei servizi di istituto con riflessi sull’ordinato avvio dell’anno scolastico". Alla luce di queste specifiche emesse dal dicastero di Viale Trastevere "la proroga del contratto di supplenza annuale risulta quindi possibile per le prestazioni professionali che necessitano la loro presenza in istituto - dicono ancora dal sindacato-. Possono essere prorogati i contratti di qualsiasi profilo, quindi per assistenti amministrativi e tecnici, oltre che per i collaboratori scolastici. Il sindacato Anief ricorda che in percentuali altissima, vicina alla totalità, i posti di supplenza annuale riguardano disponibilità di posti a tutti gli effetti vacanti e disponibili. “Non si comprende perché – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si debbano trasformare quei posti in supplenze fino al 30 giugno anziché al 31 agosto. La motivazione è puramente di carattere economico, quindi legata al risparmio delle mensilità di luglio e agosto. Ma è un trattamento inspiegabile dal punto di vista del diritto del lavoro: le esigenze di carattere economico non possono sopprimere il diritto al lavoro. Ecco perché ricorriamo in tribunale". (Rin)
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