FINESTRA SUL MONDO
 
Finestra sul mondo: Italia, polemiche per sentenza Cedu su ergastolo ostativo
 
 
Londra, 10 ott 11:33 - (Agenzia Nova) - In Italia ha suscitato un coro di proteste la sentenza della Corte europea per i diritti dell'uomo (Cedu) sull'ergastolo ostativo. Come riferito dal quotidiano britannico "The Guardian", il governo e i vertici della magistratura hanno criticato il verdetto con cui la Cedu afferma che anche i mafiosi condannati al "fine pena mai" devono poter avere diritto a godere di certi benefici di legge. I giudici di Strasburgo hanno definito "trattamento inumano e degradante" l'ergastolo ed il regime di carcere duro duro previsto dall'articolo 41bis del Codice penale. La disposizione esclude i mafiosi dai benefici che tutti gli altri detenuti possono ottenere grazie alla buona condotta in prigione, come l'abbreviazione della pena o la concessione di permessi-premio o della semi-libertà. Gli unici detenuti per reati di mafia che possono accedere a tali benefici sono i i collaboratori di giustizia. Per la magistratura italiana, la sentenza della Cedu indebolisce la lotta alla mafia: solo il "41bis" da un lato ed i benefici carcerari concessi esclusivamente ai pentiti hanno permesso di fare progressi nel contrasto alla criminalità organizzata. Se ora anche i mafiosi che non si pentono possono godere dei benefici carcerari previsti dalla legge per i detenuti comuni, non c'è più nulla che possa convincere qualcuno di loro a collaborare con la giustizia. "Capisco le ragioni che hanno portato la Corte di Strasburgo a questa sentenza, ma dobbiamo guardare in faccia la realtà", ha detto al "Guardian" l'ex procuratore anti-mafia Sergio Lari. "Cosa Nostra ha dichiarato una vera e propria guerra all'Italia che ha provocato la morte di innumerevoli vittime innocenti, inclusi bambini, magistrati e giornalisti. Nessun altro paese occidentale ha mai dovuto fronteggiare una simile situazione dalla fine della seconda guerra mondiale. Come si può ignorare un simile fatto storico?", ha osservato Lari. A sua volta, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle (M5S) ha affermato: "La storia del nostro paese ci ha lasciato troppo sangue e troppo dolore. Noi non guarderemo da un'altra parte". (Sit)
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