REGIONE PIEMONTE
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Regione Piemonte: Tronzano, pronti a cambiare la legge sul gioco d’azzardo (2)
 
 
Torino, 10 ott 18:43 - (Agenzia Nova) - Emmanuele Cangianelli, dirigente nazionale di Acadi, l’associazione dei concessionari di giochi pubblici, ha evidenziato a più riprese come la riduzione dell’offerta del gioco legale, oltre alle pesanti ricadute economiche, “stia generando maggiori rischi per i giocatori, visto che prima c’erano tutti i filtri per gli accessi ai luoghi di gioco”. Anche Giorgio Pastorino, presidente nazionale di Sts, il sindacato dei totoricevitori sportivi aderente alla Federazione italiana tabaccai, ha auspicato il ripristino della situazione prima dell’entrata in vigore della legge regionale, i cui effetti dovrebbero invece essere applicati per i punti-gioco di nuova apertura. “Il Piemonte ha avuto fretta di legiferare, il distanziometro ferma il giocatore occasionale ma non quello patologico, che sceglie comunque altre strade. Il settore legale è sempre stato un argine al proliferare dei videopoker, strumenti utilizzati dalla criminalità” ha puntualizzato. Per Sistema gioco Italia, la federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento aderente a Confindustria, è intervenuto il dirigente nazionale Italo Marcotti. “Con questa legge si è voluto colpire un sistema di regole certe, ma non si fa nulla per contrastare l’illegalità. È stato commesso un errore politico, ma anche strategico” ha dichiarato. Massimiliano Pucci, presidente di Assotrattenimento, che rappresenta gli operatori del gioco lecito, ha chiesto un’attenta valutazione di tutti gli effetti: “La legge aveva un impianto di prevenzione, ma l’ideologia alla fine ha preso il sopravvento. La legge dell’Emilia Romagna prevede la clausola valutativa per fare una sorta di tagliando. È importante ad esempio, che le Asl ci forniscano dati certi sui benefici dal punto di vista della salute”. (segue) (Rpi)
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