RECOVERY FUND

 
 

Recovery fund: Maggino (Benessere Italia), sviluppo infrastrutture "esportando" il modello Genova

Roma, 16 set 2020 17:19 - (Agenzia Nova) - Il benessere dei cittadini come paradigma da cui partire per definire i progetti da sviluppare grazie al Recovery fund, con grande attenzione anche dallo sviluppo delle infrastrutture "esportando" il modello Genova. A tracciare alcune delle priorità per il paese in vista dell'arrivo dei tanto agognati fondi europei, 209 miliardi complessivi, è stata la professoressa Filomena Maggino, consigliere del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che in un'intervista ad "Agenzia Nova", ha delineato la traccia da seguire, partendo appunto dal fatto che "il benessere dei cittadini deve essere il paradigma che consente di definire i progetti". La cabina di regia voluta dal governo, e di cui la professoressa faceva parte, "stava già riflettendo a quali erano le aree e i settori del paese che richiedevano interventi finalizzati" a questo obiettivo ed "avevamo per questo identificato cinque linee strategiche che abbiamo recuperato subito dopo l'inizio della crisi" perché "ci siamo resi conto che erano proprio quelle da attivare per la ripartenza del paese". Quanto a procedure più snelle per velocizzare la realizzazione di progetti infrastrutturali, la professoressa ha voluto chiarire che "la questione è anche organizzativa" ma di certo "il ponte di Genova rappresenta un modello da riprendere e adeguare alle infrastrutture da realizzare e da organizzare in termini di tempo, qualità e di ritorno alla vita dei cittadini".

Non pensando però a commissari perché "abbiamo delle eccellenze che sono in grado di realizzare ed organizzarsi per poter procedere. Il commissario è necessario in quelle situazioni che sono di emergenza". In ogni caso "non bisogna pensare alle infrastrutture in quanto tali, ma come strumento per la realizzazione del benessere dei cittadini. Quindi sicuramente ci vogliono". Ed il Ponte sullo Stretto? "L’obiettivo - ha chiarito - è quello di realizzare la coesione territoriale che si fa con infrastrutture che consentono il riavvicinamento dei territori. Questo è il concetto base, altrimenti si parla dell'opera e non del motivo per cui la facciamo". La prima questione da affrontare, però, "non è tanto il ponte ma il rinforzare le infrastrutture che esistono nelle due regioni che devono essere avvicinate. Questa è la priorità. E il presidente Conte ha affermato questo". Una volta che ci sarà una rete ferroviaria e una autostradale "come si deve" in entrambe due le regioni, "evidentemente ci saranno anche le condizioni per studiare l'avvicinamento". Intanto, proprio in questi giorni "abbiamo visto dei progetti interessanti sulla mobilità interna" e proprio ieri "ci dicevano che adottando una mobilità interna, ad esempio ferroviaria, di un certo tipo, anche senza ponte i tempi di percorrenza vengono abbattuti". Dunque, ha concluso, "possiamo prenderci un momento di riflessione per capire veramente se e quale delle infrastrutture sia la più conveniente in tutti i sensi, tenendo conto che se abbiamo già avviato questo abbiamo già fatto molto lavoro, abbiamo già avvicinato" (Rin)
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