THAILANDIA

 
 

Thailandia: passo indietro su liberalizzazione marijuana, preoccupa aumento dei consumi

Bangkok, 08 feb 05:23 - (Agenzia Nova) - Il governo della Thailandia sta adottando nuove restrizioni regolatorie per arginare il forte aumento dell'uso ricreativo della marijuana, seguito alla depenalizzazione approvata lo scorso anno. Il tema del consumo e dell'abuso della marijuana si preannuncia rilevante in vista delle prossime elezioni generali, in programma nel Paese il prossimo maggio. Il governo thailandese ha annunciato già il mese scorso l'introduzione dell'obbligo di fornire documenti di identità per l'acquisto di boccioli di marijuana, ricchi di composti allucinogeni. Bangkok punta ad aggregare i dati relativi agli acquirenti in un nuovo database nazionale che consenta di analizzare le vendite e gli acquisti di cannabis, facendo leva anche sulla minaccia della revoca delle licenze ai rivenditori. Le autorità hanno anche intensificato le attività di sorveglianza, arrestando a gennaio più di 30 rivenditori privi di licenza a Bangkok e Pattaya. Uno dei fronti della stretta decretata dal governo thailandese è l'abuso da parte di turisti stranieri: il mese scorso il ministero della Salute ha pubblicato 10 linee guida per i viaggiatori che consumano marijuana nel Paese, inclusi requisiti di acquisto e coltivazione. Il ministero ha avvertito che chi fuma marijuana in pubblico rischia sino a tre mesi di carcere e sanzioni di 25 mila baht (740 dollari).

Lo scorso giugno il governo della Thailandia ha depenalizzato il consumo di marijuana, decretando anche la scarcerazione di 3.071 persone attualmente agli arresti per reati connessi a tale sostanza stupefacente. Il provvedimento – il primo nel suo genere nel Sud-est asiatico – ha generato a sua volta una nuova controversia. Il governo thailandese ha infatti legalizzato la coltivazione domestica della cannabis e il suo utilizzo a fini medici e culinari, mentre fumare marijuana a scopo ricreativo resta sanzionabile con una multa di 25mila baht (723 dollari) e sino a tre mesi di reclusione. L’iniziativa del ministero della Salute interessa inoltre solamente le parti della pianta di cannabis che contengono una concentrazione del principio attivo tetraidrocannabinolo inferiore allo 0,2 per cento del peso complessivo. Nel 2020 la Thailandia è diventata il primo Paese dell’Asia a decriminalizzare la produzione e il consumo della marijuana a fini terapeutici. Le modifiche normative introdotte due anni fa hanno comportato la rimozione di quasi tutte le parti della pianta di cannabis dalla lista dei farmaci controllati di “categoria 5”. (Fim)
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