ENERGIA

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Energia: Pernice (Isin) a "Nova", operato Aiea fondamentale per scongiurare minaccia nucleare in Ucraina

Roma, 29 set 12:13 - (Agenzia Nova) - Il nucleare è tornato un tema di attualità negli ultimi mesi, soprattutto per i riflessi della guerra in Ucraina: la sicurezza delle forniture ha riportato in auge la questione dello sfruttamento dell’energia atomica, mentre i bombardamenti che hanno colpito la centrale di Zaporizhzhia hanno drammaticamente riportato alla memoria i rischi di un disastro come quelli avvenuti a Chernobyl e Fukushima. “Agenzia Nova” ha discusso di nucleare con Maurizio Pernice, direttore dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), l’autorità nazionale indipendente al quale l’ordinamento attribuisce funzioni di regolamentazione tecnica, vigilanza, controllo e ispettive in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione, al fine di tutelare la popolazione, i lavoratori e l’ambiente dai rischi di radiazioni ionizzanti anche in presenza di situazioni di emergenza. “Considerato che è la prima volta che impianti nucleari sono o possono concretamente essere coinvolti direttamente in eventi bellici, direi che fra gli organismi internazionali, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) si è dimostrata il più attivo e operativo. Sin dalle prime fasi del conflitto l’Aiea ha lanciato l’allarme sui rischi e sulle conseguenze di un incidente e il direttore dell’Agenzia, Rafael Grossi, ha assunto un ruolo importantissimo nella gestione degli eventi, soprattutto quando le condizioni di rischio per la sicurezza sono state aggravate dai combattimenti attorno alla centrale di Zaporizhzhia, che con i suoi sei reattori è il più grande impianto nucleare di Europa. La centrale è gestita tuttora dal personale ucraino che opera sotto controllo e in presenza dei militari russi ostili ed è, perciò, sottoposto ad una condizione di stress che è uno dei motivi di grande preoccupazione. In questo contesto, in condizioni difficilissime, con i carri armati attorno e persino all’interno delle centrali e con le bombe che cadevano dentro il perimetro degli impianti, è comunque riuscita a mantenere vivo un canale di comunicazione con entrambe le parti in conflitto”, ha spiegato Pernice. (segue) (Res)
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