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Ue: a Roma la conferenza sugli strumenti finanziari Ipa ed Eni, bene ruolo Italia nella sponda sud

Roma, 12 mar 2018 18:45 - (Agenzia Nova) - Esportare stabilità per non importare instabilità, usando gli strumenti finanziari di pre-adesione (Ipa) e di vicinato (Eni) con maggiore coraggio, dinamicità e coesione all’interno dell’Unione europea. E’ quanto emerge dalla conferenza “L’Italia a sostegno dell’allargamento e del vicinato: la partecipazione agli strumenti Ipa e Eni” aperta oggi alla Farnesina dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, e dal commissario europeo per la Politica di vicinato e i negoziati di allargamento, Johannes Hahn. Due i filoni principali al centro dell’evento: da una parte la politica di allargamento ai Balcani occidentali e alla Turchia; dall’altro la politica estera dell’Ue orientata verso la sponda sud del Mediterraneo e il vicinato orientale. Per il periodo 2014-2020 la Commissione europea ha stanziato 11,7 miliardi di euro per lo strumento di preadesione Ipa II (il 40 per cento circa destinati alla Turchia), mentre la capacità finanziaria dei fondi Eni è di 15,4 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 (il 24 per cento circa dei finanziamenti destinati all’azione esterna dell’Ue).

Nel suo discorso di benvenuto, il ministro Alfano ha sottolineato che l'adesione dei paesi dei Balcani occidentali all'Unione europea “non è una chimera”, ma una reale e reciproca necessità. “Dobbiamo completare la costruzione del ponte tra i Balcani e l'Unione europea. Non possiamo più permetterci di disattendere le aspirazioni dei paesi della regione dopo tanti anni di riforme e sacrifici”, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana. Si tratta, secondo Alfano, di “un obbligo morale” e al tempo stesso di una “opportunità straordinaria” per integrare un mercato di 20 milioni di consumatori. “Dove si alimenta l'integrazione economica - ha aggiunto il ministro degli Esteri - non c'è spazio per instabilità, insicurezza e conflitti. Per questo appoggiamo l'iniziativa della presidenza bulgara dell'Ue di convocare un vertice con i paesi dei Balcani occidentali a Sofia il 17 maggio prossimo, a 15 anni dallo storico vertice di Salonicco”. L'auspicio è che i paesi partner della regione “proseguano con slancio lungo il binario del percorso di integrazione nell'Ue”, ha dichiarato Alfano.

Quanto alla sponda sud del Mediterraneo, il capo della diplomazia italiana ha detto che la missione dell'Italia è quella di “continuare a svolgere un ruolo di stabilizzazione”. La stabilità di paesi come la Libia, la Tunisia o il Libano rappresenta “la nostra stabilità, la loro sicurezza è la nostra sicurezza, il loro sviluppo incide sulle nostre necessità di sviluppo”, ha detto ancora Alfano, sottolineando come ci siano “grandi sfide ma anche enormi opportunità”. A tale riguardo, il titolare della Farnesina ha ricordato come il Mediterraneo sia un “sistema economico in espansione”, da dove passa il 30 per cento del commercio mondiale di petrolio, il 20 per cento di traffico marittimo, con un mercato di 500 milioni di consumatori e che rappresenta il 10 per cento del Prodotto interno mondiale; un'economia - quella mediterranea - che a sua volta è cresciuta del 4,4 per cento negli ultimi 20 anni. “Per questo l'Italia è impegnata a promuovere un'agenda positiva e di crescita del Mediterraneo come snodo economico globale”, ha concluso Alfano.

Elogi all’Italia sono arrivati dal commissario europeo Hahn, il quale ha spiegato che il nostro paese “ha le idee chiare su come agire a prescindere dalla formazione del governo”. L’esponente dell’esecutivo comunitario ha dimostrato di apprezzare molto “il fatto che questa conferenza sia stata programmata circa due settimane fa, sapendo che si sarebbe tenuta pochi giorni dopo le elezioni; probabilmente già allora era chiaro che il risultato non avrebbe portato a una facile formazione del governo”. Secondo Hahn, infatti, “aver programmato questa conferenza indica che l'Italia ha le idee chiare su quello che bisogna fare, non importa quando verrà formato il governo: siamo già coinvolti in duri negoziati per il quadro di programmazione pluriennale” . Per il commissario europeo l'Italia è “sempre stata un partner affidabile che comprende a pieno l'importanza dei fondi Ipa e Eni”.

A tal riguardo, il commissario europeo ha definito “eccellente” la collaborazione con l’Italia per quanto riguarda il dossier libico. “In Libia vogliamo dare sostegno alla ripresa dell'economia e grazie all'Eni stiamo garantendo assistenza ai giovani imprenditori, aiutandoli a creare le proprie aziende. A livello macroeconomico, stiamo dando sostegno alle istituzioni e stiamo cercando di garantire assistenza affinché queste stesse istituzioni possano sfruttare i beni del paese”, ha spiegato l'esponente dell'esecutivo comunitario. “Attraverso la cooperazione con un gruppo selezionato di municipalità, stiamo cercando di incoraggiare la stabilizzazione e la promozione dello sviluppo economico, dell'imprenditorialità e la riabilitazione delle strutture per fornire servizi di base. Sono molto grato dell'eccellente collaborazione tra noi e l'Italia in diversi aspetti per quanto riguarda la Libia. Può sembrare ingenuo da parte mia dire una cosa simile vista la situazione in Libia, ma è importante costruire dal basso verso l'alto per migliorare le condizioni di vita in questo paese”, ha detto ancora Hahn.

Parlando sempre della sponda sud, il commissario europeo, inoltre, ha detto che l'Egitto rappresenta oggi una delle sfide più importanti e impegnative della politica estera comunitaria. “In Egitto abbiamo 2 milioni di nuovi nati all'anno, con 7.000 persone che ogni giorno vanno ad aggiungersi alla popolazione egiziana”, ha detto Hahn. Il paese delle piramidi rappresenta, secondo l'esponente dell'esecutivo comunitario, “una delle sfide più importanti del nostro vicinato” per motivi sia geografici che demografici. L'attuale budget comunitario per l'Egitto nell'ambito dello strumento europeo di vicinato (Eni) prevede 100 milioni di euro all'anno, “ma se prendiamo tutti i progetti in fase di attuazione finanziati dagli Stati membri dell'Ue e dalle istituzioni finanziarie comunitarie l'importo è di 11,5 miliardi di euro”. Ecco perché è necessario che l'Europa “faccia squadra” per mettere insieme “tutte le capacità finanziarie” al fine di avere un “peso politico” più rilevante, ha spiegato Hahn.

Una nota dolente, invece, riguarda la Turchia, al punto che la Commissione europea sta valutando l'ipotesi di una riduzione dell'assistenza comunitaria per il 2018. “Purtroppo la Turchia si è allontanata dall'Ue soprattutto per quanto riguarda lo stato di diritto e i diritti fondamentali, che sono il cuore stesso del processo di adesione”, ha detto l'esponente dell'esecutivo comunitario. “Questo ha avuto un impatto significativo sulla cooperazione finanziaria. Nella verifica di medio termine stiamo ipotizzando una riduzione dell'assistenza dell'Ue, in linea con i tagli già decisi dal Consiglio e del Parlamento europeo per il 2018”, ha detto Hahn, sottolineando tuttavia come la collaborazione con le autorità turche sul sostegno ai rifugiati stia procedendo “molto bene”. Per il periodo 2014-2020, la Commissione europea ha stanziato 11,7 miliardi di euro per lo strumento di assistenza pre-adesione Ipa, di cui ben 4,4 miliardi destinati alla Turchia. Nel biennio 2014-2016, il 44,71 per cento dei fondi destinati alla Turchia ha finanziato progetti volti a rafforzare la democrazia, mentre il 46,57 è stato allocato per programmi volti a migliorare lo stato di diritto. (Asc)
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