COSTA D'AVORIO-MALI

 
 

Costa d'Avorio-Mali: conclusa missione Cedeao a Bamako per mediare su rilascio 46 militari ivoriani

Bamako, 30 set 10:49 - (Agenzia Nova) - Si è conclusa la visita che la delegazione dei Paesi membri della Comunità economica dell'Africa occidentale (Cedeao) ha fatto in Mali per discutere con le autorità militari al potere del caso dei 46 militari ivoriani detenuti nel Paese dallo scorso luglio con l'accusa di aver voluto complottare contro lo Stato. Ne dà notizia "Rfi", che precisa che sebbene non siano noti i contenuti dei colloqui i delegati hanno incontrato il presidente del governo di transizione Assimi Goita, mentre le attività sono state seguite da vicino anche dall'influente leader religioso di Nioro, già intervenuto in precedenza per chiedere la liberazione dei militari. La presidenza maliana ha confermato con una nota su Facebook di aver ricevuto i delegati ieri, al loro arrivo all'aeroporto internazionale Modibo Keita di Bamako. Hanno preso parte alla delegazione il presidente del Ghana Nana Akufo-Addo, l'omologo gambiano Adama Barrow, il ministro degli Affari esteri togolese Robert Dussey e il mediatore della Cedeao per il Mali, l'ex presidente nigeriano Goodluck Jonathan. Il governo maliano aveva posticipato a giovedì l'arrivo della delegazione, previsto due giorni prima, adducendo "vincoli di calendario". Il presidente senegalese Macky Sall - che detiene anche la presidenza ad interim dell'Unione africana - e l'omologo togolese Faure Gnassingbe avrebbero ugualmente dovuto far parte della delegazione.

Lo scorso 10 luglio, la giunta di Bamako ha arrestato 49 militari ivoriani accusandoli di essere dei “mercenari” e di avere lo “scopo malvagio” di “spezzare la dinamica della ricostruzione” dello Stato maliano. Secondo quanto riferito dal governo di Abidjan, i militari sono stati dispiegati in Mali come National Support Elements (Nse), una procedura delle Nazioni Unite che consente ai contingenti di mantenimento della pace di rivolgersi ad appaltatori esterni per il supporto logistico. Le autorità della giunta al potere in Mali li hanno arrestati all’aeroporto di Bamako con l’accusa di non aver fornito regolari documenti sulla loro presenza nel Paese. Nonostante le vibranti richieste di rilascio dei militari - da parte dell'esercito ivoriano, ma anche dalla Germania-, il caso ha creato un incidente diplomatico fra Costa d'Avorio e Mali. Il governo del Togo si è offerto di mediare tra i due Paesi per il rilascio dei soldati ivoriani, ma i negoziati iniziali del 28 luglio a Lomé non hanno prodotto alcun progresso. A questo punto, Yamoussoukro ha delegato alla Cedeao la risoluzione della crisi.

Nel comunicare la decisione di deferire alla Cedeao la gestione della crisi, il Consiglio di sicurezza nazionale (Cns) della Costa d'Avorio, il massimo organo di sicurezza del Paese, ha denunciato come un "ricatto inaccettabile" la richiesta delle autorità di transizione del Mali di estradare alcune personalità maliane in esilio nel Paese in cambio del rilascio dei militari ivoriani arrestati. Maiga ha contestato anche le accuse ivoriane di aver "preso in ostaggio" i suoi militari, definendo la comunicazione di Yamoussoukro "un serio capovolgimento che mira solo a manipolare e ostacolare la manifestazione della verità". Le autorità maliane al potere continuano a definire come "mercenari" i militari agli arresti, ricordando inoltre che in qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura il colonnello Assimi Goita, presidente della transizione in Mali, ha presentato alla Costa d'Avorio la proposta di mettere a disposizione della giustizia maliana personalità del Mali rifugiate in Costa d'Avorio e oggetto di mandati di cattura internazionali. La giunta militare al potere in Mali ha da parte sua criticato il governo ivoriano per aver chiesto l'intervento della Comunità dei Paesi dell'Africa occidentale (Cedeao) per mediare nel caso. In una dichiarazione, il premier ad interim e portavoce del governo di transizione Abdoulaye Maiga ha messo in guardia "da qualsiasi strumentalizzazione della Cedeao", sostenendo che per Yamoussoukro coinvolgere il blocco regionale equivale al non volersi assumere le proprie responsabilità sui fatti. (Res)
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