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Iran: violenti scontri tra manifestanti e forze governative proseguono in oltre 130 città

Teheran, 24 set 09:37 - (Agenzia Nova) - Proseguono i violenti scontri in diverse città dell’Iran, inclusa la capitale Teheran, tra manifestanti e forze governative a una settimana dallo scoppio delle proteste innescate dalla morte di Mahsa Amini, la 22enne curda deceduta lo scorso 16 settembre a seguito del suo arresto da parte della polizia religiosa per non aver indossato in modo corretto l’hijab, il velo islamico obbligatorio per le donne iraniane. Fonti non confermate riferiscono su Telegram che le manifestazioni contro il regime si sono estese a un totale di 131 località. I video pubblicati sui social network mostrano alcuni manifestanti lanciare bombe molotov contro un gruppo di poliziotti in motocicletta a Qom, nell’Iran centro settentrionale, dove secondo l’emittente panaraba “Al Arabiya” i manifestanti avrebbero preso d’assalto il quartier generale delle forze di sicurezza e dato alle fiamme l’edificio. A Mashhad, nel nord-est del Paese, alcuni manifestanti avrebbero invece dato fuoco al monumento di Morteza Motahari, uno dei principali ideologi della rivoluzione islamica e dell’utilizzo obbligatorio dell’hijab per le donne iraniane. Nella capitale Teheran, i filmati mostrano inoltre le forze di sicurezza sparare contro i manifestanti, mentre una donna incinta grida tra la folla e incita le presenti a togliersi il velo e a scoprire il capo. Secondo “Al Arabiya”, la città a maggioranza curda di Ashnawiya, nell’ovest del Paese, sarebbe ora in mano ai manifestanti. L’organizzazione non governativa con sede a Oslo, Iran Human Rights (Ihr), ha fatto sapere che almeno 50 persone avrebbero perso la vita durante gli scontri, mentre la tv di Stato iraniana parla di 35 morti accertati durante le proteste. (segue) (Res)
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