TUNISIA

 
 

Tunisia: petroliera Xelo affondata, l’equipaggio finisce in carcere

Tunisi, 27 apr 2022 09:40 - (Agenzia Nova) - Il giudice investigativo del Tribunale di primo grado di Gabes, nel sud della Tunisia, ha ordinato di trattenere in carcere l'equipaggio della petroliera Xelo affondata il 15 aprile al largo delle coste tunisine. Lo ha reso noto il portavoce della corte Mohamed Al Karay, in un comunicato stampa. All'equipaggio era stato precedentemente impedito di lasciare il Paese nordafricano. La petroliera Xelo è affondata nel golfo di Gabes nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 aprile priva di gasolio, come è stato possibile appurare grazie all’expertise e alla tecnologia messa a disposizione dalla Difesa italiana, la quale ha risposto a una richiesta della parte tunisina inviando il pattugliatore Vega. I dati forniti dal trasponder della Xelo suscitano però diversi interrogativi che fanno emergere il sospetto coinvolgimento nel traffico di nafta clandestina dalla Libia.

Come ricostruisce il sito web tunisino “Business news” in base ai dati dell’Automatic Vessel Identification System (Ais), la petroliera Xelo ha lasciato Malta il 29 marzo 2022 navigando a una velocità di 5,8 nodi e impostando come destinazione Damietta, in Egitto. E già qui emerge una prima stranezza: la rotta di navigazione da Malta all’Egitto prevede infatti un viaggio di almeno quattro giorni a quella velocità ed era pertanto impossibile raggiungere qualunque porto egiziano nell’orario preimpostato dall’equipaggio. La Xelo però non è mai arrivata in Egitto, attraccando invece al porto di Sfax, in Tunisia, il 2 aprile alle 9:44. Due giorni dopo, il 4 aprile, la nave ha lasciato il porto alle 10:38, facendo poi perdere le sue tracce. L’ultima posizione risale all’8 aprile davanti a Sfax. C’è quindi un buco temporale di diversi giorni prima dell’affondamento.

La Xelo presenta peraltro alcune incongruità relative alla bandiera e al nome della nave. Su alcuni siti web di tracciamento delle navi, infatti, si chiamerebbe Liman e batterebbe bandiera del Camerun. Costruita nel 1977, fino alla metà dello scorso anno navigava con il vessillo della Russia e risulta di proprietà della Star Energy Inc di Istanbul, Turchia. Al momento dell'affondamento, tuttavia, la Xelo batteva bandiera della Guinea Equatoriale. Sul caso si è espresso il vicepresidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Ngwama Obiang Mang, il quale ha riferito che le attività di 395 navi battenti “illegalmente” il vessillo del suo Paese sono state sospese. “Abbiamo lanciato un piano per risolvere il problema ed evitarlo in futuro. La bandiera della Guinea Equatoriale non può essere un simbolo di frode internazionale”, ha affermato il vicepresidente via Twitter. (Tut)
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