Bruxelles, 21 mar 2022 11:00 - (Agenzia Nova) - Era “un dovere” sostenere la risoluzione sulla "Distruzione del patrimonio culturale nel Nagorno-Karabakh" adottata dal Parlamento europeo lo scorso 10 marzo: restare indifferenti sarebbe stata una “corresponsabilità insopportabile”. È il parere espresso dagli europarlamentari italiani, Fabio Massimo Castaldo, del Movimento 5 stelle, e Susanna Ceccardi, della Lega che, come molti altri rappresentanti del nostro Paese hanno sostenuto la risoluzione. “In questi giorni, siamo rimasti tutti profondamente colpiti dall’invasione barbarica che Putin ha sferrato contro l’Ucraina e dalle inaccettabili giustificazioni che ha avanzato. Putin ha tentato di falsificare il passato, piegando la storia ai bisogni della sua propaganda per impedire a un Paese sovrano di scegliere liberamente il proprio futuro. Una situazione simile è presente in Nagorno-Karabakh, dove le autorità azere stanno cercando di sradicare l’eredità culturale delle popolazioni armene autoctone nei territori occupati con la forza”, ha detto Castaldo. “Monumenti, monasteri medievali, chiese, tombe: non c’è rispetto né per i vivi né per i morti. Cancellando il passato, le autorità azere vogliono giustificare il futuro che hanno in mente per la regione, ma non possiamo permettere che ciò avvenga. Il Parlamento europeo deve essere chiaro e chiedere alle autorità azere di porre immediatamente fine a questo vandalismo barbarico e ad aprire un dialogo, costruttivo e inclusivo, nella regione”, ha aggiunto l’esponente dell’M5s. “Inoltre, invitiamo l’Unesco ad organizzare la propria missione supportando i loro sforzi e prendendo anche una posizione forte nei confronti della riluttanza di Baku a consentire tale dispiegamento. La storia non può essere riscritta per giustificare ambizioni espansionistiche. “Era un dovere sostenere questa risoluzione, passata a larghissima maggioranza ma di grande importanza”, ha concluso Castaldo.
Secondo Ceccardi, la guerra nell’Artsakh (l’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh) ha sconvolto la popolazione armena, “ma pure a distanza di quattordici mesi dal cessate il fuoco, porta con sé una pesante eredità”. “I danni al patrimonio culturale armeno con bombardamenti deliberati, con la riconversione o con altri sfregi inflitti a chiese, musei e cimiteri, rischiano di cancellare una memoria secolare di un Popolo che ha sofferto tantissimo nel corso della sua storia”, spiega l’europarlamentare, secondo cui “non si può e non si deve accettare un genocidio culturale di tale portata: per il rispetto che dobbiamo agli armeni, e perché la pace si costruisce anzitutto con la condivisione di un percorso che riconosca, soprattutto ai vinti, la propria eredità”. “La cultura armena ha già visto negli anni passati la sistematica cancellazione di pezzi della sua storia, come nel 2005, quando il cimitero di Giulfa in Nakhichevan fu disintegrato con il martello pneumatico: migliaia di croci finemente scolpite nel tufo in epoca medievale andate perdute per sempre”, ha detto l’esponente della Lega. L’Unesco ha il dovere, come abbiamo votato nella risoluzione, di visitare la regione, inventariare il patrimonio e salvaguardarlo. L’indifferenza è una corresponsabilità insopportabile”, ha dichiarato Ceccardi. (Res)
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Massimo Castaldo
Vicepresidente del Parlamento Europeo
21 luglio 2021