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Medio Oriente: Anp, "trovato spyware Pegasus su cellulari di alti funzionari palestinesi"

Gerusalemme , 11 nov 15:45 - (Agenzia Nova) - Il ministero degli Esteri dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha dichiarato di aver rilevato lo spyware Pegasus, sviluppato dalla compagnia israeliana di sicurezza informatica Nso, sui "cellulari appartenenti a tre alti funzionari del ministero". Lo riferisce il quotidiano israeliano "Haaretz". Non è la prima volta che simili accuse vengono rivolte verso la compagnia con sede a Tel Aviv: giorni fa, il ministro degli Esteri palestinese, Riyad al Maliki, ha denunciato l’uso dello spyware Pegasus ai danni di sei attivisti vicini ad alcune delle Organizzazioni non governative (Ong) palestinesi che Israele ha accusato di favoreggiamento di attività terroristiche. Da quanto dichiarato da Ahmed al Deek, l’assistente di Al Maliki, la violazione dei dispositivi "è stata verificata in maniera indipendente dal Citizen Lab dell’Università di Toronto e da Amnesty International (che poi ha negato di aver ricevuto la richiesta di investigare sull’evento)" e, visto il sospetto che si celino i servizi di sicurezza israeliani dietro l'atto illegale, verranno presi provvedimenti per portare la questione alla Corte penale internazionale. Da parte sua, invece, Tel Aviv non ha mai negato di utilizzare lo spyware Pegasus, seppur regolamentando lo sviluppo e la vendita di armi informatiche.

La Nso era già stata duramente criticata da diversi Stati e organizzazioni internazionali durante quest’estate, quando un’inchiesta prodotta da diverse testate giornalistiche – tra cui il "The Washington Post" e "Le Monde" – aveva dimostrato l’utilizzo dello spyware Pegasus da parte dei servizi di intelligence di Paesi definiti autoritari (tra cui anche Marocco, India e Arabia Saudita) per hackerare i dispositivi elettronici di governi rivali, giornalisti e oppositori politici. A inizio novembre, a causa dello scandalo Pegasus, la Nso è stata inserita nella lista nera delle società che lavorano "contro gli interessi statunitensi", come ha sostenuto il presidente Joe Biden, perdendo l'accesso ad alcuni prodotti tecnologici statunitensi e a parte del mercato nordamericano. Dal canto suo, subito dopo l’annuncio da parte delle autorità statunitensi, la Nso ha deciso di sostituire il suo ormai ex amministratore delegato, Itzik Benbenisti, con Shalev Hulio, uno dei fondatori. (Res)
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