SPECIALE DIFESA

 
 

Speciale difesa: Afghanistan, Pontecorvo (Nato), parlare con i talebani non significa ottenere risultati

Roma, 22 set 13:00 - (Agenzia Nova) - Parlare con i talebani non significa ottenere risultati, ma semplicemente “parlare con i talebani". Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante civile della Nato in Afghanistan, ambasciatore Stefano Pontecorvo, parlando davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. Rispondendo ad una domanda sul riconoscimento del governo dei talebani, l’ambasciatore ha osservato che la questione è anzitutto un problema di tipo giuridico, in quanto i talebani sono un'organizzazione terroristica riconosciuta all'interno della lista delle Nazioni Unite. “Io non ho la risposta, ma possiamo riconoscere un Paese che è in mano a un’entità iscritta nella lista Onu e di cui molti dei suoi membri sono inseriti nella lista dei terroristi?”, ha affermato l’ambasciatore. Per quanto riguarda il dialogo con il regime talebano, Pontecorvo ha ricordato le parole del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, secondo cui il rapporto con i talebani sarà calibrato a seconda del loro comportamento e non delle loro parole. “Stiamo attenti perché altri li riconosceranno e altri dialogheranno”, ha avvertito il diplomatico. Un altro aspetto indicato da Pontecorvo è che i talebani useranno l’arma del riconoscimento “come ricatto per parlare delle cose che interessano a noi”. Secondo Pontecorvo “parlare con i talebani non significa ottenere risultati”, ma semplicemente “parlare con i talebani”. “Non sono sicuro che parlando essi siano interessati ad avere un dialogo vero con noi. Anche perché noi, con la mentalità occidentale, parliamo di vittoria militare o sconfitta, loro invece parlano di sconfitta da parte dell’Islam di un sistema di valori (quello Occidentale) e non della sconfitta di un esercito”, ha aggiunto. (Res)
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