REPUBBLICA CECA-POLONIA

 
 

Repubblica Ceca-Polonia: premier ceco nega il ritiro del ricorso contro la miniera di Turow

Praga, 25 mag 10:50 - (Agenzia Nova) - La Repubblica Ceca non ritirerà il suo ricorso contro la miniera di carbone polacca di Turow. Lo ha detto il primo ministro ceco, Andrej Babis, ripreso dall'agenzia di stampa "Ctk". Babis ha parlato con l'omologo polacco Mateusz Morawiecki a Bruxelles, dove entrambi si trovano per partecipare al secondo giorno del Consiglio europeo straordinario. Il premier ceco ha però smentito le dichiarazioni fatte in precedenza da Morawiecki, ovvero che Praga sarebbe disposta a ritirare il ricorso depositato presso la Corte di giustizia dell'Unione europea. "Non ritireremo nessuna causa. Lo escludo", ha detto Babis, che ha ammesso invece che la parte polacca ha riconosciuto le obiezioni ceche sulla miniera per la prima volta e vuole trovare un accordo per risolvere la questione. I due Paesi potrebbero raggiungere un'intesa intergovernativa e un risarcimento è in discussione, ha affermato Babis.

Secondo quanto affermato da Morawiecki dopo un colloquio a Bruxelles con Babis, Polonia e Repubblica Ceca sono vicine a un accordo sulla miniera di carbone di Turow. Il capo del governo di Varsavia ha ribadito che non è intenzione della Polonia interrompere l'attività estrattiva presso la miniera e che spera che "anche i nostri partner cechi lo capiscano". L'interruzione equivarrebbe a un "disastro ecologico ed energetico". Il premier polacco ha dichiarato che "tenuto conto dell'intensificarsi della collaborazione transfrontaliera con la Repubblica Ceca, pare che siamo vicini a un accordo". Da tale intesa deriva che Praga "ha acconsentito a ritirare il ricorso contro la miniera sporto presso la Corte di giustizia dell'Unione europea (Cgue)". In cambio la Polonia si impegna al cofinanziamento di progetti pluriennali per il valore di 45 milioni di euro. Questo cofinanziamento significa la partecipazione di risorse dello Stato, degli enti locali, della società Pge, che gestisce la miniera di Turow e la vicina centrale elettrica. "Abbiamo acconsentito a nominare una commissione di esperti che esaminerà gli aspetti ambientali", ha proseguito Morawiecki. "Inoltre Pge completerà investimenti volti a eliminare entro certa misura l'impatto sulle falde acquifere", ha infine dichiarato.

La Polonia deve immediatamente fermare le attività della miniera di Turow, secondo quanto stabilito con un'ordinanza venerdì scorso la Corte di giustizia dell'Unione europea (Cgue). L'organo comunitario ha stabilito che le attività di estrazione di lignite si fermino, riconoscendo dunque la fondatezza della domanda di misure provvisorie fatta da parte della Repubblica Ceca. Lo stop proseguirà finché la Cgue non avrà preso una decisione definitiva in merito al ricorso ceco contro la Polonia. A febbraio Praga ha fatto ricorso contro la decisione della Polonia di prorogare il funzionamento della miniera, che si trova nei pressi della frontiera con la Repubblica Ceca e con la Germania. Ad avviso delle autorità ceche, le attività estrattive a Turow mettono in pericolo la qualità dell'acqua potabile usata dagli abitanti della regione ceca di Liberec. Secondo Praga, Varsavia ha violato la normativa europea autorizzando la miniera a continuare a operare fino al 2044 senza una valutazione del suo impatto ambientale

A quanto si legge nell'ordinanza della Cgue, la richiesta di misure provvisorie da parte ceca è giustificata perché non si può escludere in anticipo che la Polonia stia effettivamente violando le norme comunitarie in materia di tutela dell'ambiente ed è sufficientemente probabile che la prosecuzione dell'estrazione di lignite abbia un impatto negativo sulle falde acquifere in territorio ceco. "Sono molto contento per tutti i nostri cittadini e ringrazio chi ci ha assistiti in questa battaglia legale per il nostro ambiente", è stato il commento del ministro degli Esteri ceco, Richard Brabec. La miniera di Turow fornisce carbone principalmente alla vicina centrale elettrica, anch'essa come la miniera posseduta dalla società Pge. (Vap)
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