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Governo: Conte comunica le dimissioni, ora atteso al Colle da Mattarella

Roma, 26 gen 10:11 - (Agenzia Nova) - E' terminato a palazzo Chigi il Consiglio dei ministri nel corso del quale il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha comunicato la volontà di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni. A seguire si recherà dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Le consultazioni del capo dello Stato potrebbero iniziare mercoledì pomeriggio, dopo le sanificazioni dei locali e la cerimonia per le celebrazioni del "Giorno della Memoria" fissate per mercoledì mattina.

I capi delegazione del M5s Alfonso Bonafede, del Pd Dario Franceschini e di Leu Roberto Speranza, a quanto si apprende, hanno confermato in Consiglio dei ministri il loro sostegno a Giuseppe Conte.

"Non c'è alcuna soluzione all'orizzonte diversa da un l'incarico a Conte che rimane il punto di equilibrio di una maggioranza che ha avuto momenti e passaggi faticosi" ha detto la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli in mattinata aggiungendo: "Quando aumenta troppo la confusione sul fronte politico e istituzionale il rischio delle elezioni diventa concreto". Il passaggio per il cosiddetto Conte ter è "ormai inevitabile ed è l’unico sbocco di questa crisi scellerata. Un passaggio necessario all’allargamento della maggioranza. Noi restiamo al fianco di Conte, continueremo a coltivare esclusivamente l’interesse dei cittadini, puntiamo a uscire nel più breve tempo possibile da questa situazione di incertezza che non aiuta". Lo affermano in una nota i capigruppo di Camera e Senato del Movimento cinque stelle, Davide Crippa ed Ettore Licheri. "Dobbiamo correre sul Recovery, seguire il piano vaccinazioni, procedere immediatamente ai ristori per le aziende più danneggiate dalla pandemia. Il Movimento, insomma, c’è, ed è pronto a fare la sua parte", concludono. Il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, sostiene Conte "per un nuovo governo chiaramente europeista e sostenuto da una base parlamentare ampia, che garantisca credibilità e stabilità per affrontare le grandi sfide che l’Italia ha davanti".

Esclude le larghe intese e invoca il voto il leader della Lega, Matteo Salvini, che nel pomeriggio incontrerà gli alleati del centrodestra dopo che Conte salirà al Quirinale. "Usiamo le prossime settimane per ridare la parola al popolo, e poi avremo cinque anni con un governo e un Parlamento seri e legittimati, non scelti a Palazzo ma scelti dagli italiani", ha detto. Il centrodestra avanza comunque compatto, dopo che anche Cambiamo di Giovanni Toti e l’Udc si sono sfilati dalla partita dei "costruttori". Il governo “passa l'intera giornata a occuparsi di beghe di Palazzo. Conte sì, Conte no, Conte ter. Dimissioni si, dimissioni no, dimissioni domani. L'Italia non si merita questo schifo" attacca poi la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che con gli alleati leghisti invoca il ritorno subito alle urne. Più cauta Forza Italia con Silvio Berlusconi che, in una intervista a "il Giornale" parla di "una una presa d'atto della realtà”. “E' il capo dello Stato che deve indicare la strada da seguire. Il presidente Mattarella ha l'autorevolezza e l'equilibrio che sono necessari per questo difficile compito. Le strade possibili sono soltanto due: un governo che rappresenti veramente l'unità del Paese oppure restituire la parola agli italiani". Quindi niente Conte-ter, per Forza Italia. "La situazione è talmente grave che non possiamo permetterci di giocare con le formule. Un governo che fosse la riproposizione di quello attuale, spostando solo qualche ministro e reclutando qualche parlamentare del gruppo misto, avrebbe esattamente gli stessi problemi del governo in carica. Quindi non lo potremmo mai appoggiare", ha ribadito Berlusconi. (Rin)
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