MIGRANTI

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Migranti: Unicef e Save the Children, conclusi primi 4 mesi programma congiunto in frontiera in Italia (3)

Roma, 20 apr 10:39 - (Agenzia Nova) - Nel comunicato stampa Unicef e Save the Children confermano il supporto alle autorità italiane affinché siano sempre garantite protezione e accoglienza ai minori non accompagnati e alle famiglie con bambini per tutta la loro permanenza in Italia, nel rispetto della Convenzione delle Nazioni unite per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e delle altre leggi rilevanti. Le prime fasi di accoglienza subito dopo le operazioni di soccorso e salvataggio sono estremamente importanti e critiche per riconoscere subito i minori e identificare prontamente le situazioni più vulnerabili, incluse le adolescenti non accompagnate. E' necessario assicurarsi che bambini, bambine e adolescenti, insieme alle altre persone vulnerabili, possano accedere a spazi a loro riservati, per garantire la loro sicurezza e incolumità e accedere a colloqui con personale qualificato nel rispetto della riservatezza. Il personale deve essere formato e preparato, nonché numericamente adeguato, rispetto alle tematiche di protezione, ascolto e presa in carico, per poter prendersi rapidamente cura di casi vulnerabili, inclusi sopravvissuti e sopravvissute a violenze sessuali, violenze di genere e torture. Unicef e Save the Children registrano ancora respingimenti di minori non accompagnati alla frontiera tra Italia e Francia e auspicano che per loro e per tutte le famiglie in transito a Ventimiglia vengano predisposte misure di accoglienza adeguate, facendo anche appello ai Comuni limitrofi affinché individuino soluzioni sostenibili. Unicef e Save the Children confermano l'impegno a supporto delle istituzioni per rendere più agili le procedure per il ricongiungimento familiare e meccanismi di relocation tra Stati membri, affinché i minori che vogliano riunirsi con un parente che vive in un altro Paese europeo o il cui trasferimento sia comunque nel loro superiore interesse possano farlo in tempi veloci e in totale sicurezza. La mancanza di canali regolari interni all'Unione europea contribuisce infatti a favorire i "movimenti secondari" di migranti e richiedenti asilo verso i paesi del Nord Europa, nell'ambito dei quali diversi minori non accompagnati e famiglie con figli minorenni a volte anche piccolissimi si allontanano dall'Italia attraversando irregolarmente le frontiere e affrontando rischi molto alti, tra cui abusi da parte dei trafficanti. (segue) (Com)
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