LIBIA

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Libia: il parlamento chiede proteggere i confini col Ciad (3)

Tripoli, 21 apr 09:11 - (Agenzia Nova) - Vale la pena ricordare che nel 2010 l’Italia aveva cominciato a fornire alla Libia delle sofisticate attrezzature per il controllo radar dei porosi confini meridionali: gli equipaggiamenti, del valore complessivo di 300 milioni di euro, sono andati perduti a Bengasi durante la rivoluzione del 2011. Secondo il rapporto finale sulle violazioni dell’embargo sulle armi in Libia, redatto da un gruppo di esperti delle Nazioni Unite e relativo al 2019-2020, i gruppi armati del Ciad “sono onnipresenti nel sud della Libia e sono diventati parte della vita sociale”. Città come Hun e Murzuq hanno visto un numero crescente di cittadini ciadiani e la cui presenza armata è fortemente notata. Il report identifica in particolare due gruppi ciadiani, denominati “Ccmsr” e appunto “Fact”. Il primo, affiliato al Governo di accordo nazionale, il 26 giugno ha emesso un comunicato per annunciare la propria “neutralità nel conflitto inter-libico”: la maggior parte degli elementi del gruppo ha attualmente sede nell’area di confine tra Libia e Ciad, nella zona di Kouri Bougoudi, e può contare su almeno 100 veicoli. Il secondo gruppo, che aveva sede ad Al Jufra, ha ampliato i suoi campi a Sebha, Tamenhint e Brak Shati. Secondo quanto riferito, sta spostando la sua base di comando nell’area di Jabal al Aswad. Il leader di Fact rivendica la neutralità nel conflitto libico, tuttavia le sue forze stanno a guardia di alcune basi dell’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Haftar, mentre elementi di questo gruppo servono anche i battaglioni 116 e 128 dell’Lna. (Lit)
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