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Francia: pene severissime per chi scatta fotografie ai poliziotti

Francia: pene severissime per chi scatta fotografie ai poliziotti
Parigi, 24 nov 2020 13:19 - (Agenzia Nova) - Continuano in Francia le polemiche sul progetto di legge sulla "sicurezza globale". A scatenare il dibattito è soprattutto l'articolo 24, che punisce con 45 mila euro di multa e sino a un anno di reclusione la diffusione di immagini di agenti delle forze dell'ordine e militari in servizio. Un provvedimento che ha suscitato forti proteste da parte dei media, ma anche dei partiti di opposizione di sinistra e di diverse associazioni e Ong attive per la difesa dei diritti umani. Favorevoli invece i Repubblicani e il Rassemblement National di Marine Le Pen. In un messaggio pubblicato dal quotidiano "Mediapart", 33 personalità del mondo dello sport della cultura e dello spettacolo hanno chiesto al presidente, Emmanuel Macron, di ritirare il progetto di legge, insieme a quello della lotta contro il "separatismo islamista". Tra i firmatari figurano nomi come quello del regista Costa-Gavras, del calciatore Lilian Thuram o del politologo Olivier Roy. Il progetto, però, ha provocato malumori anche all'interno della maggioranza di governo, tanto da costringere il primo ministro Jean Castex a convocare la scorsa settimana alcuni membri dell'esecutivo, fra cui il ministro dell'Interno, Gerald Darmanin. Al termine dell'incontro il governo ha annunciato che Darmanin ha proposto un emendamento per modificare l'articolo 24 in modo da garantire il rispetto della libertà di stampa. Una mossa dettata dalle pressioni ricevute su diversi fronti, ma che secondo molti osservatori renderebbe ancora più ambiguo il testo della legge.

Le accuse riguardano il carattere "liberticida" – ovvero lesivo dei diritti della libertà d’espressione e di stampa – della legge. Molti critici hanno fatto notare che con un provvedimento del genere non sarebbero mai emersi casi di violenza da parte dei poliziotti, come quello di George Floyd, l'afroamericano morto a maggio a Minneapolis, negli Stati Uniti, durante un fermo, o quello di Alexandre Benalla, ex membro della sicurezza del presidente Emmanuel Macron ripreso nel maggio del 2018 da alcuni filmati amatoriali mentre picchiava dei manifestanti durante un corteo al quale partecipava insieme alla polizia. Il 21 novembre scorso a Parigi e in altre città della Francia si sono tenuti raduni e manifestazioni per protestare contro la legge, alle quali hanno preso parte più di 20 mila persone. Ieri, 23 novembre, Darmanin ha ricevuto al ministero alcuni rappresentanti dei sindacati dei giornalisti e delle Ong. L'incontro, però, non sembra essere andato buon fine. Secondo quanto riferiscono i media d'oltralpe, diversi partecipanti hanno abbandonato la riunione dopo che il ministro ha confermato loro che il controverso articolo non sarà ritirato dal disegno di legge.

Sul tema è intervenuta anche la Commissione europea, ricordando che i giornalisti "devono poter svolgere il loro lavoro in tutta sicurezza". Come sempre, la Commissione si riserva il diritto di esaminare la legislazione finale al fine di verificare "la sua conformità con il diritto dell'Unione europea", ha affermato il portavoce dell’esecutivo comunitario, Christian Wigand. Il testo verrà discusso questo pomeriggio all'Assemblea nazionale per ottenere l'approvazione in seconda lettura, prima di arrivare al Senato a gennaio. Il voto si svolge in una giornata di forti polemiche dopo il violento sgombero di un campo migranti avvenuto nella serata di ieri, 23 novembre, a Place de la République, non lontano dal centro di Parigi. In diversi video circolati sui social network si vedono gli agenti picchiare i migranti e confiscare le tende che avevano montato nella piazza. L'iniziativa di installare un campo in quel luogo è stata presa come forma di ritorsione in seguito allo sgombero avvenuto la scorsa settimana nella periferia della capitale francese. (Frp)
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