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Nagorno-Karabakh: difensore civico armeno Tatoyan chiede liberazione dei prigionieri in Azerbaigian

Erevan, 19 apr 11:59 - (Agenzia Nova) - È necessario che i prigionieri di guerra armeni in Azerbaigian siano liberati immediatamente in base al diritto umanitario internazionale. Lo ha richiesto il difensore per i diritti umani dell'Armenia Arman Tatoyan in una lettera ufficiale inviata al presidente in carica dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), ai copresidenti del gruppo di Minsk dell'Osce, al Consiglio d'Europa, ai commissari delle Nazioni Unite per i diritti umani e ad altri organismi internazionali. "La lettera indica che c'è un conflitto armato aperto e in corso", ha affermato Tatoyan in riferimento alla situazione nel Nagorno-Karabakh aggiungendo: "Dal punto di vista del diritto internazionale umanitario questo significa che, indipendentemente dal fatto che siano stati fatti prigionieri dopo la dichiarazione tripartita del 9 novembre 2020, sono prigionieri di guerra e dovrebbero essere rilasciati immediatamente. Il rientro viene ritardato artificialmente abusando apertamente dei processi legali, presentando i prigionieri come terroristi, violando le regole internazionali e usando la detenzione come punizione” ha scritto in un post su Facebook Tatoyan, sottolineando l’urgenza di attuare le sentenze internazionali in materia. “Il contrario viola grossolanamente i requisiti internazionali dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario, compresa la Convenzione di Ginevra del 1949. Il rilascio e il ritorno dei prigionieri dovrebbero essere considerati esclusivamente nel contesto dei diritti umani e dei processi umanitari”, ha spiegato Tatoyan. Inoltre, come si legge nella lettera, le prove raccolte dall'Ufficio del difensore dei diritti umani confermano che il numero di prigionieri detenuti in Azerbaigian è superiore a quello confermato dalle autorità azerbaigiane, in riferimento alla restituzione di 44 prigionieri nel 2020. “L'assoluta urgenza rispetto alla questione del rilascio e del ritorno dei prigionieri deve essere considerata nel contesto della politica di odio verso gli armeni e di animosità in Azerbaigian, che è stata continuamente propagata a livello statale”, ha aggiunto Tatoyan.

(Res)
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