CASAPOUND

 
 

Casapound: Raggi a rimozione scritta, battibecco con i militanti. "Con voi non faccio accordi"

Roma, 06 ago 2019 20:15 - (Agenzia Nova) - "Voi non amate Roma, sennò liberereste questo immobile, liberatelo", intima la sindaca. "E la colonia Vittorio Emanuele di Ostia occupata da immigrati a cui il comune paga le utenze? È lei che non ama i romani, ma solo i clandestini", replica uno dei portavoce di Casa Pound. È un lungo battibecco quello tra Virginia Raggi e Andrea Antonini, militante del movimento. La sindaca, questo pomeriggio, si è recata sotto la sede occupata dal gruppo di estrema destra in via Napoleone III, all'Esquilino. Alcune settimane fa Virginia Raggi aveva partecipato insieme agli uomini della Polizia locale di Roma Capitale a un blitz per notificare agli occupanti del palazzo due multe per l'irregolarità della scritta marmorea "Casapound", affissa nel 2004 subito dopo l'occupazione dello stabile dai militanti del movimento, e dello striscione provocatorio "Questo è il problema di Roma", appeso poco sopra alcune settimane prima per ridicolizzare la battaglia della sindaca contro l'occupazione di Casapound. Con i verbali, agli occupanti veniva anche intimato di rimuovere entrambe le scritte. "Non cederemo mai", aveva dichiarato allora Antonini. E invece no.

Oggi i militanti hanno chiamato una ditta per rimuovere la scritta in marmo. E la sindaca Raggi non ha perso l'occasione per andare ad assistere alla rimozione. "È solo l'inizio. Ora va sgomberato l'immobile e deve essere restituito alle famiglie che ne hanno davvero diritto. Va ripristinata la legalità. Fino in fondo", aveva twittato Raggi andando in via Napoleone III. Appena arrivata, è partito l'alterco. "Noi - dicono i militanti alla sindaca - a prescindere da lei, tra mille anni saremo ancora qui". “Sì, sì, voi liberate lo stabile e poi parliamo”, replica la sindaca. “Quando questo immobile sarà liberato - dice - i cittadini potranno venire ad abitare anche qui". Ma Antonini non ci sta: "Il problema è che lei non conosce le politiche abitative di questa città e la storia di questo palazzo". "Ah no - replica seccata Raggi - prima c'era una scuola". "Ecco – la schernisce il militante – vede che non sa nulla: qui c’erano uffici, non c’erano né le utenze né nient’altro, e noi ci abbiamo messo le famiglie”.

La sindaca però non si lascia impietosire: “Ma lei lo sa quante persone ci sono in lista d’attesa a Roma? Iscrivetevi, e se avete diritto, avrete una casa anche voi”. Poi a un certo punto il militante di estrema destra se ne esce con una frase inquietante: "Lei avrà sorprese più grandi di quelle che immagina". La sindaca però non si fa intimidire: "Mi sta minacciando?". “Ma quali minacce… facciamo un accordo”. “Accordi con lei non ne faccio, è bastato mettervi venti metri di nastro…”. “Vabbè sindaca – sbotta Antonini – però facciamo che adesso lei riserva lo stesso trattamento a tutti: sgomberi la colonia Vittorio Emanuele”. Ma dopo quasi venti minuti di schermaglia la sindaca saluta “adesso, ciao… liberate l'immobile”. (Rer)
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