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Imprese: industria calzaturiera, nel 2020 calo del 25,2 per cento di fatturato, - 14,7 per cento dell'export

Milano, 08 mar 13:33 - (Agenzia Nova) - La pandemia da Covid-19 ha colpito duramente l'industria calzaturiera italiana con una flessione a doppia cifra in tutte le principali variabili. Secondo gli ultimi dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici nel 2020 sono calati rispetto all'anno precedente sia il fatturato, attestatosi a 10,72 miliardi di euro ( -25,2%) che la produzione Made in Italy (scesa a 130,5 milioni di paia, -27,1%). Di rilievo anche il decremento dell'export, sia per quanto riguarda il valore (-14,7%) che le quantità (-17,4%). "Il 2020 ha avuto pesanti conseguenze economiche per il nostro settore - spiega il Presidente di Assocalzaturifici, Siro Badon. - I dati parlano chiaro. Oltre ad aver lasciato sul terreno circa 1/4 della produzione nazionale e del fatturato complessivo, dobbiamo registrare anche un drastico calo dei consumi delle famiglie italiane, sia nella spesa (-23,1%) che nelle quantità (-17,4%). Una flessione importante, malgrado una crescita a doppia cifra per il canale online che non riesce a tamponare il crollo dello shopping dei turisti e i mancati introiti da essi derivanti, specialmente per le fasce lusso. E se a queste indicazioni aggiungiamo le criticità che emergono dalle cifre relative alla demografia delle imprese – con un calo del -4% sia nel numero delle aziende che degli addetti diretti, oltre ad un'impennata della Cassa Integrazione Guadagni nell'Area Pelle (+900% le ore autorizzate, dieci volte i livelli del 2019) – il quadro che ne viene fuori non è per nulla confortante". Il report di Assocalzaturifici analizza nel dettaglio l'export, da cui emerge che tra i primi 10 mercati esteri in valore cresce solo la Corea del Sud (+14,3% nei primi 11 mesi), che cede peraltro il -5,2% in quantità. Contengono le perdite la Svizzera (-7,6%, destinazione dei prodotti realizzati dalle aziende terziste per le griffe internazionali del lusso) e la Cina (-4,4%), protagonista di un forte recupero (+43%) nel bimestre ottobre-novembre. Marcato calo delle vendite sia verso i partner dell'Unione Europea (-13% in valore la UE27) che fuori dai confini comunitari (-18%), dove il Nord America perde il -30% in valore, l'area CSI il -20%, il Medio Oriente il -25%, il Far East il -13%. L'attivo del saldo commerciale è atteso ridursi a 4,2 miliardi di euro (in flessione del -14% sul 2019). (segue) (Com)
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