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Usa: lo scenario di una crisi istituzionale spinge Trump a deporre le armi (3)

New York, 27 nov 2020 16:34 - (Agenzia Nova) - Il prossimo segretario di Stato, Tony Blinken, ha profondi legami con la comunità ebraica – al pari della futura vice presidente Kamala Harris, il cui marito Doug Emhoff è di religione ebraica – e difficilmente accantonerà le politiche particolarmente favorevoli a Israele promosse dagli Stati Uniti negli ultimi quattro anni. Il prossimo consigliere alla Sicurezza nazionale, Jake Sullivan, è un convinto assertore della necessità di contenere strategicamente la Cina, alla quale attribuisce “inequivocabili” ambizioni di leadership globale. E la prossima segretaria al Tesoro, Janet Yellen, appare una nomina pensata proprio per favorire un consenso tra Repubblicani e Democratici in vista di un nuovo, imponente piano di salvataggio (sostenuto dalla Federal Reserve, di cui la Yellen è stata presidente tra il 2014 e il 2018) volto a tirare gli Stati Uniti fuori dalla crisi provocata dalla pandemia di coronavirus. Un consenso che lo stesso Trump ha cercato invano di promuovere nelle settimane immediatamente antecedenti le elezioni. Le ultime dichiarazioni di Trump, insomma, sembrano rientrare nel quadro di un più ampio processo di distensione e potrebbero essere dettate da un’intesa ad alti livelli volta a impedire che gli Stati Uniti finiscano in una crisi istituzionale dagli esiti imprevedibili e dalle inevitabili conseguenze negative sul piano geopolitico ed economico. (segue) (Nys)
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