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Imprese: industria calzaturiera, nel 2020 brusco calo di fatturato, produzione ed export

Roma, 08 mar 13:40 - (Agenzia Nova) - La pandemia da Covid-19 ha colpito duramente l'industria calzaturiera italiana con una flessione a doppia cifra in tutte le principali variabili. Secondo gli ultimi dati elaborati dal Centro studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici nel 2020 sono calati rispetto all'anno precedente sia il fatturato, attestatosi a 10,72 miliardi di euro con un calo del 25,2 per cento, che la produzione Made in Italy, scesa a 130,5 milioni di paia con un decremento di 27,1 punti. "Il 2020 ha avuto pesanti conseguenze economiche per il nostro settore: oltre ad aver lasciato sul terreno circa un quarto della produzione nazionale e del fatturato complessivo, dobbiamo registrare anche un drastico calo dei consumi delle famiglie italiane, sia nella spesa che nelle quantità", ha commentato Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici, parlando di una flessione importante, malgrado una crescita a doppia cifra per il canale online che non riesce a tamponare il crollo dello shopping dei turisti e i mancati introiti da essi derivanti, specialmente per le fasce lusso. "E se a queste indicazioni aggiungiamo le criticità che emergono dalle cifre relative alla demografia delle imprese il quadro che ne viene fuori non è per nulla confortante", ha aggiunto. Il report, prosegue la nota, nota che tra i primi dieci mercati esteri in valore cresce solo la Corea del Sud, che cede peraltro il 5,2 per cento in quantità: contengono le perdite la Svizzera e la Cina, protagonista di un forte recupero nel bimestre ottobre-novembre, mentre è più mercato il calo delle vendite verso i partner dell'Unione europea e in Nord America, Csi, Medio Oriente ed Estremo oriente.

Al crollo dei livelli di attività nella prima parte dell'anno, prosegue la nota, ha fatto seguito, nei due trimestri successivi, solo un'attenuazione della caduta (rimasta peraltro a doppia cifra), anziché un rimbalzo. La seconda ondata del virus in autunno ha subito interrotto i primi timidi segnali di risalita (a settembre vendite estere e acquisti delle famiglie in Italia avevano eguagliato i volumi dell'analogo mese 2019). Nel trimestre conclusivo dell'anno, in particolare, export e consumi (con le vendite natalizie compromesse dalle misure restrittive) sono risultati ancora largamente insoddisfacenti. "Il trend è destinato a rimanere altrettanto sfavorevole nel primo trimestre dell'anno corrente, iniziato con una stagione dei saldi largamente sottotono: gli imprenditori del comparto, secondo le nostre rilevazioni, stimano in media un calo ulteriore del fatturato pari al 15,1 per cento tendenziale", ha continuato Badon. "È evidente che la ripartenza sia rinviata alla seconda metà del 2021, auspicando che un soddisfacente ed esaustivo piano di vaccinazione porti progressivamente ad un ritorno alla normalità perduta, sebbene il recupero dei livelli pre-Covid sia ancora lontano", ha spiegato. In merito ai consumi, prosegue la nota, secondo il Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca per Assocalzaturifici, in Italia nel 2020 sono state acquistate 26 milioni di paia in meno rispetto al 2019. Il prezzo medio al paio risulta sceso del 6,8 per cento anche per il maggior utilizzo, nei mesi di quarantena, di pantofoleria e calzature informali di minor valore medio unitario.

I segmenti merceologici più colpiti, spiega il report, sono quelli delle scarpe "classiche" per uomo e donna (con cali di poco inferiori al 30 per cento in quantità), mentre per le calzature da bambino e le sportive/sneakers le flessioni sono nell'ordine dei 15 punti. Meno pesante, la frenata per il segmento pantofoleria/relax, sceso del 6,1 e del 5,3 per cento rispettivamente in paia e in spesa. Per quanto riguarda i canali di vendita, crescita decisa dell'online: la quota sul totale valore di tale modalità di shopping (peraltro in costante ascesa negli anni recenti) è passata dal 14,1 del consuntivo 2019 al 21,4 per cento. Solo sette anni prima (2013) gli acquisti su internet coprivano appena il 3,6 per cento della spesa per calzature delle famiglie. Gli altri canali di vendita hanno invece chiuso il 2020 con profonde perdite: calo del 28 per cento per le paia acquistate presso il dettaglio tradizionale, del 44,4 per quelle presso gli ambulanti, e tra il 20 e il 25 quelle comprate nelle catene di negozi, nei grandi magazzini o nelle grandi superfici specializzate. (Com)
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