ISRAELE

 
 

Israele: ministero Ambiente, fotografata al largo dell'Iran nave accusata di eco-terrorismo

Gerusalemme , 04 mar 15:26 - (Agenzia Nova) - La nave battente bandiera panamense Emerald, accusata dalla ministra dell’Ambiente israeliana, Gila Gamliel, di aver provocato a febbraio la fuoriuscita di petrolio che ha ricoperto di catrame la costa mediterranea di Israele, è stata fotografata il 17 gennaio al largo dell’isola iraniana di Kharg. E’ quanto reso noto oggi dal dicastero dell’Ambiente di Gerusalemme. Secondo la ricostruzione fornita dal quotidiano “Jerusalem Post”, la Emerald ha caricato 112 mila tonnellate di petrolio greggio al largo di Kharg, per poi avviare la navigazione nel Golfo Persico e poi entrare in acque egiziane. Un’altra foto mostra la nave Emerald nelle acque economiche di Israele davanti ad Haifa e altre due immagini mostrano la macchia di petrolio nel Mediterraneo che si avvicina verso le coste israeliane. Un’altra immagine mostra la Emerald in contatto con una seconda nave con il trasponder spento a ovest della Siria. In particolare, in questo momento la profondità della nave Emerald passa da 14,3 a 8,5 metri, lasciando presagire il trasbordo di petrolio verso la nave con il trasponder spento mentre si trovava in mare. Un’ulteriore foto mostra il trasferimento di 750 mila barili di petrolio iraniano sulla petroliera siriana, Lotus, di proprietà libica. Da parte sua, la General National Maritime Transport Company libica ha dichiarato di aver venduto la nave lo scorso dicembre. Le fotografie trasmesse al ministero dell’Ambiente israeliano sono state rese pubbliche dal portale “tankertrackers”. Secondo la ricostruzione, Lotus avrebbe spento il sistema di identificazione automatica (Ais) mentre entrava nelle acque egiziane. L’Ais è stato acceso durante il transito attraverso il Canale di Suez, per poi essere spento per quasi un intero giorno all’ingresso delle acque territoriali israeliane. In questo lasso di tempo, tra il primo e il 2 febbraio, la nave avrebbe sversato grosse quantità di petrolio, per poi proseguire la rotta verso la Siria, dove ha acceso il sistema Ais. Il nuovo risvolto giunge all’indomani dell’accusa lanciata dal ministero dell’Ambiente di Gerusalemme all’Iran di aver provocato un atto di eco-terrorismo. (Res)
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