BOLIVIA

 
 

Bolivia: amministrative, record di preferenze per la "dissidente" del Mas Eva Copa

La Paz, 08 mar 10:59 - (Agenzia Nova) - L'ex presidente del Senato della Bolivia, Eva Copa, si candida a diventare la sorpresa delle elezioni amministrative tenute domenica. Stando ai primi exit poll rilanciati dai media locali, Copa, già membro del partito di governo Mas (Movimento per il socialismo), dovrebbe conquistare la guida di El Alto, la seconda città più popolosa del paese, centro urbano nato nel 1985 a ridosso di La Paz e considerato uno dei punti di forza dell'ex presidente Evo Morales. Alla giovane donna aimara, 34 anni, sembrano poter andare tra il 64 e il 67 per cento dei voti, oltre 40 punti in più di quelli otteunti da Zacarias Maquera, del Mas. Copa, forte di un tangibile sostegno ad El Alto, sembrava destinata a una corsa nelle file del Mas, ma le frizioni con il partito di governo - che nel frattempo scommetteva su Maquera - l'hanno portata ad accettare la candidatura del movimento "Jallala".

La probabile sindaco di El Alto era divenuta presidente del Senato nel tormentato autunno del 2019. Le elezioni presidenziali del 20 ottobre avevano confrmato Morales alla guida del paese, ma voci di frodi alle urne, confortate da un rapporto preliminare dell'Organizzazione degli stati americani (Osa), hanno scatenato tensioni nel paese costringendo il "cocalero" alle dimissioni e ala fuga prima in Messico quindi in Argentina. La conservatrice Jeanine Anez assumeva l'interim del governo, con un'azione che lo stato maggiore del Mas qualificava come autentico "golpe". Con i dirigenti del partito in disarmo, Copa assumeva la presidenza del Senato divenendo interlocutrice ufficiale dell'esecutivo. Un dialogo che ha permesso di organizzare la transizione chiusa con l'elezione di Luis Arce - già potente ministro di Morales - a nuovo presidente.

Durante la crisi e nelle settimane successive, Copa ha sempre rivendicato la necessità di restituire la parola alla base del partito, contro un gruppo di potere consolidato in oltre un decennio. Tanto i vertici del Mas quanto la giovane parlamentare non si sono risparmiati accuse pesanti, dalle accuse di tradimento degli ideali per piegarsi alla volontà degli Usa, alla incapacità di sintonizzarsi con i veri problemi della popolazione. La potenziale neo sindaca, che ha denunciato una potente "campagna mediatica" ai suoi danni, promette l'impegno soprattutto sui temi della dei diritti delle donne e delle classi meno privilegiate.

Stando alle prime proiezioni, il Mas avrebbe ottenuto solo due dei dieci capoluoghi di provincia di cui si compone il paese. Si tratta dei comuni di Sucre, capitale amministrativa della Bolivia, e di Cobija, al confine settentrionale col Brasile. A livello provinciale, gli exit poll sembrano individuare una vittoria certa in sole tre delle nove province in cui si divide il paese. Il Mas si avvia alla vittoria nella provincia di Potosì e nel tradizionale feudo "cocalero" di Cochabamba. Il conservatore Luis Camacho, già storico leader del Comitato civico di Santa Cruz ed ex candidato alle presidenziali di ottobre 2020, si aggiudica indisturbato la provincia di Santa Cruz.

Per il governatore delle altre sei province sembra doversi attendere il secondo turno, in agenda l'11 aprile. Lo scrutinio vero e proprio, iniziato poco dopo la chiusura delle urne, è ancora alle prime battute. Il Tribunale supremo elettorale (Tse) ha tempo altri sei giorni presentare il risultato ufficiale del voto. Per la vittoria al primo turno occorre avere il 50 per cento più uno dei voti validi, o il 40 per cento ma con uno scarto di dieci punti sul secondo candidato. Oltre ad eleggere i governatori delle nove regioni che compongono il paese, la tornata dovrà esprimere i sindaci e i consigli dei 350 municipi, per un totale di 4.962 cariche. (Brb)
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