AFGHANISTAN

 
 

Afghanistan: Naeem a "El Mundo", i talebani non riconoscono governo Kabul non islamico

Madrid, 02 mar 11:27 - (Agenzia Nova) - I talebani "non riconoscono" il sistema di Kabul come un governo in quanto il futuro sistema "deve basarsi sui principi islamici e i valori nazionali, oltre ai più alti interessi del paese e del suo popolo". Lo ha dichiarato al quotidiano "El Mundo", Mohammad Naeem, capo della comunicazione dell'ufficio politico istituito dal gruppo radicale afgano in Qatar. Il portavoce accusa l'esecutivo di Ashraf Ghani di essere un "burattino dell'Occidente" e di essere "mangiato dalla corruzione". Secondo Naeem la situazione della sicurezza a Kabul e in altre aree urbane "si è veramente deteriorata a causa dell'amministrazione di Kabul", specialmente gli attacchi contro i giornalisti antigovernativi, e gli attivisti della società civile e questo "è un motivo di preoccupazione". Il portavoce dei talebani ha respinto tutte le accuse da parte del governo afghano che ha incolpato il gruppo terrorista di essere dietro questi attacchi per mostrare la debolezza dell'esecutivo. "L'Emirato islamico non ha nulla a che fare con l'uccisione di giornalisti e altri attivisti", ha chiarito Naeem.

Per il portavoce dei talebani in Qatar, prima che gli Stati Uniti e la Nato invadessero l'Afghanistan, c'era un sistema e un governo chiamato "Emirato Islamico" e negli ultimi 5 anni "gli afgani hanno fatto innumerevoli sacrifici per la liberazione del loro paese e la creazione di uno stato islamico che ora è vicino a raggiungere l'indipendenza. Vogliamo un sistema islamico unito, inclusivo e indipendente in Afghanistan". Per Naeem qualsiasi "crimine di guerra" commesso dagli stranieri o dalle truppe dell'amministrazione di Kabul contro i civili e i mujaheddin in Afghanistan "inciterà naturalmente l'odio contro di loro, e aumenterà naturalmente la solidarietà della gente con noi". Nei prossimi giorni, il comitato di negoziazione talebano, guidato da Maulvi Abdul Hakim, si siederà con l'inviato degli Stati Uniti per l'Afghanistan, Zalmay Khalilzad, per affrontare le accuse di violazione dell'accordo siglato con l'ex presidente Trump che prevedeva il ritiro delle truppe statunitensi dall'Afghanistan entro maggio di quest'anno. A questo proposito, Naeem ha sottolineato che, nonostante le notizie da Washington di una possibile marcia indietro degli Stati Uniti in Afghanistan, per i talebani la firma di Trump rimane valida. "È l'unico modo per porre fine alla più lunga guerra in Afghanistan", ha spiegato il portavoce dei talebani.

Lo scorso 28 febbraio l'inviato degli Stati Uniti per il processo di pace in Afghanistan, Zalmay Khalizad, si è recato a Kabul e Doha per riprendere i colloqui con il governo afgano e i leader dei talebani. Khalizad visiterà anche altre capitali mediorientali "interessate al conseguimento di un accordo politico equo e durevole" e da un "cessate il fuoco globale e permanente" tra il governo afgano e i talebani. L'annuncio del dipartimento di Stato Usa è giunto a un anno dalla firma il 29 febbraio 2020 a Doha dell'accordo tra l'amministrazione presidenziale Usa dell'allora presidente Donald Trump e i talebani, che impegnava Washington al ritiro delle proprie truppe dall'Afghanistan in cambio della rinuncia ei talebani a dare asilo e sostegno ad al Qaeda, e dell'impegno a negoziare la pace col governo di Kabul. I negoziati sono iniziati lo scorso settembre, ma sono proseguiti a rilento, anche per effetto dell'incertezza riguardo la determinazione della nuova amministrazione presidenziale Usa a proseguire il ritiro delle forze dell'Afghanistan, dove permangono tuttora 2.500 militari Usa e 10mila di altri Paesi della Nato.

Secondo quanto riferito lo scorso 19 febbraio al termine della riunione in videoconferenza dei ministri della Difesa della Nato, dal segretario alla Difesa Usa, Lloyd J. Austin, in Afghanistan non vi sarà alcun ritiro “precipitoso e disordinato” da parte degli Stati Uniti. Austin ha ribadito che gli Stati Uniti restano impegnati in uno sforzo diplomatico per porre fine alla guerra, osservando che che l’amministrazione guidata da Joe Biden sta conducendo una revisione approfondita delle condizioni dell'accordo Usa-talebani firmato durante la presidenza di Donald Trump a Doha il 29 febbraio 2020 per determinare se tutte le parti hanno aderito a tali condizioni. Austin si è inoltre impegnato a consultare alleati e partner durante questo processo. (Spm)
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