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Brasile: Covid, 1.699 decessi in 24 ore, da oggi coprifuoco a Rio de Janeiro

Brasilia, 05 mar 17:52 - (Agenzia Nova) - Il Brasile ha registrato ieri 1.699 vittime e 75.102 contagi legati al Covid-19 in 24 ore. Lo rende noto il ministero della Salute. Il dato dei decessi è in leggero calo rispetto al record di 1.910 vittime registrato nelle 24 ore precedenti. Il totale delle persone contagiate nel paese sale così a 10.793.732, mentre il numero dei decessi raggiunge le 260.970 vittime. Il maggior numero di vittime è stato registrato a San Paolo (60.694), segue Rio de Janeiro (33.466), Minas Gerais (19.032), Rio Grande do Sul (13.021) e Bahia (12.251).

Il governo dello stato di San Paolo ha disposto lo stato di massima allerta per la diffusione del nuovo coronavirus ordinando una severa serrata delle attività dal 6 al 19 marzo. "A San Paolo e in Brasile siamo sull'orlo del collasso", ha detto il governatore Joao Doria avvertendo della necessitò di varare "misure collettive e urgenti". Seguendo le "raccomandazioni" del Centro di emergenza, Doria ha annunciato l'estensione del "rosso" a tutto lo stato. La condizione voluta dal governo statale rende possibile il solo funzionamento dei settori della sanità, del trasporto, della stampa, di attività commerciali di base come panifici e farmacie, oltre alle scuole e le attività religiose.

Doria aveva già dalla fine di febbraio varato misure di restrizione ai movimenti con un coprifuoco valido dalle 23 alle 5 della mattina. Una misura non sanzionabile però, non essendo stato dichiarato l'allarme rosso per l'intero stato. Alcune località avevano deciso di andare oltre adottando quei provvedimenti che da sabato saranno validi su tutto il territorio dello stato di San Paolo. Nella nuova serrata si decide di anticipare alle 20 il controllo della circolazione per gli spostamenti non necessari. La città brasiliana di Rio de Janeiro adotterà a partire da oggi una serie di restrizioni per contenere la pandemia di Covid-19. Tra queste il coprifuoco notturno dalle 23 alle 5 del mattino e la chiusura dei ristoranti alle 17, oltre alla chiusura di alcune attività commerciali come i club. "Per la prima volta dall'inizio della pandemia stiamo assistendo a un deterioramento in tutto il paese", ha dichiarato l'istituto di sanità pubblica Fiocruz, denunciando una "situazione allarmante".

Lo scorso 1 marzo il presidente del Consiglio nazionale dei segretari della salute del Brasile (Conass), Carlos Lula, ha pubblicato una lettera aperta con un appello al governo federale perché vengano adottate misure omogenee e più efficaci per contenere la diffusione del coronavirus. Il Conass, che riunisce i responsabili della sanità dei 26 stati e del Distretto federale, ha invocato misure urgenti contro l'imminente collasso delle reti sanitarie pubbliche e private di fronte alla seconda ondata di contagi che sta attraversando il paese. "Il Brasile sta vivendo il periodo peggiore della pandemia, con livelli elevati di contagio e morti in tutte le regioni", sostiene Lula nella lettera, sottolineando che "manca un coordinamento nazionale unificato e coerente per contrastare la pandemia". In particolare i Conass sostiene che "è necessario vietare gli eventi pubblici, comprese le attività religiose, sospendere le lezioni frontali in tutto il paese, adottare un coprifuoco nazionale, chiudere bar e spiagge, espandere la campagna di test e seguire i contagiati, oltre che un Piano sanitario nazionale di Comunicazione per chiarire alla popolazione la gravità della situazione".

Nel mese di febbraio sono state registrate in Brasile 30.484 morti per patologie legate al contagio da nuovo coronavirus. Secondo i dati dei 27 stati, raccolti dal consorzio che riunisce le maggiori testate del paese, nonostante sia il mese più breve febbraio è stato il secondo con la più alta letalità dopo luglio 2020, considerato come picco della prima ondata pandemica nel paese. A preoccupare è il fatto che febbraio sia anche il terzo mese consecutivo in cui le morti in un mese sono più numerose di quelle del mese precedente, in crescita costante da novembre, mese con il dato migliore da inizio pandemia (13.263 morti). Tre stati hanno invece già mostrato numeri superiori a quelli di luglio 2020 Minas Gerais, Rondonia e Roraima. (Brb)
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