TURCHIA-EGITTO

 
 

Turchia-Egitto: ministro Difesa Akar, valori comuni porteranno presto nuovi sviluppi

Ankara, 06 mar 19:06 - (Agenzia Nova) - Nuova, importante apertura della Turchia nei confronti dell’Egitto. Dopo le dichiarazioni concilianti dell’ambasciatore turco a Roma, Murat Salim Esenli, che in un’intervista ad “Agenzia Nova” ha evidenziato i punti di convergenza tra il Cairo e Ankara “legati alla stabilità in Nord Africa o in Medio Oriente”, inclusa la Libia, oggi il ministro della Difesa, Hulusi Akar, ha parlato di “valori comuni” che potrebbero portare a “sviluppi diversi” nei prossimi giorni. “Abbiamo molti valori storici e culturali in comune con l'Egitto. Riteniamo che potrebbero esserci sviluppi diversi nei prossimi giorni", ha affermato Akar all'agenzia di stampa ufficiale turca “Anadolu”. Secondo Akar, l'Egitto ha "rispettato" i limiti della piattaforma continentale della Turchia quando il Cairo ha presentato una gara d'appalto per l'esplorazione di idrocarburi nel Mediterraneo orientale, circostanza decritta dal ministro come uno "sviluppo molto importante". I rapporti tra i due Paesi sono notevolmente peggiorati a partire dal 2013, dopo l’estromissione del presidente egiziano Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli musulmani e alleato del presidente Tayyip Erdogan, da parte dell’allora ministro della Difesa Abdel Fatah al Sisi, oggi al potere al Cairo.

Vale la pena ricordare che Il Cairo considera i Fratelli musulmani alla stregua di un’organizzazione terroristica. Il partito Giustizia e sviluppo di Erdogan, di orientamento islamico, ha sostenuto il breve governo Morsi. Molti membri della Fratellanza e i loro sostenitori sono fuggiti in Turchia da quando le attività del gruppo sono state vietate in Egitto. Ankara e Il Cairo si sono peraltro scontrati più volte sulla giurisdizione marittima e sulle risorse offshore nel Mediterraneo orientale, così come sulla crisi in Libia, dove hanno appoggiato parti opposte nella guerra civile fra Tripolitania e Cirenaica. Il mese scorso, l'Egitto ha annunciato l'avvio di una gara d'appalto per l'esplorazione e lo sfruttamento di petrolio e gas naturale in 24 blocchi, inclusi alcuni nel Mediterraneo: a partire dal 28esimo meridiano, le mappe pubblicate dalle autorità egiziane seguono la "Mavi Vatan" turca (la cosiddetta “Patria Blu”, ovvero la mega Zona economica esclusiva che includerebbe porzioni di mare di Cipro e Grecia), pur senza riconoscerla. Dopo essersi scambiati accuse per anni, la Turchia e l'Egitto hanno recentemente addolcito il tono dei loro commenti pubblici.

Parlando ad “Agenzia Nova” questa settimana, l’ambasciatore Esenli ha detto che, sul Mediterraneo orientale, la Turchia è “molto sensibile” riguardo al modo in cui l’Egitto interpreta la delimitazione delle zone di giurisdizione marittima nella regione, ed è aperta a trovare una soluzione “durevole” e “giusta” con tutti i Paesi costieri. “Siamo molto sensibili riguardo al modo in cui l’Egitto interpreta le aree di giurisdizione marittima sulla questione della delimitazione marittima: queste sono faccende che devono essere discusse con tutti i paesi costieri. Siamo aperti, e speriamo che ciò sarà tradotto in un’intesa molto migliore, e auspicabilmente anche in una soluzione migliore, durevole e giusta”, ha sottolineato. Per il resto, l’Egitto è “un Paese molto importante, non solo per la nostra regione ma per l’intero continente africano. Non abbiamo assolutamente nessun problema con il popolo egiziano o con lo Stato egiziano nel suo complesso. Abbiamo a volte interessi coincidenti, e abbiamo anche mantenuto i nostri legami e il dialogo diplomatico con l’Egitto anche nei momenti più difficili. Le condizioni generali non sono così negative, in realtà”, ha aggiunto. “Vediamo le cose, su alcune questioni, allo stesso modo, e al tempo stesso concordiamo su alcuni fondamentali legati alla stabilità in Nord Africa o in Medio Oriente”. Per quanto riguarda la Libia, l'ambasciatore ha detto che "una qualche intesa comune che prevalga che aiuti i libici a tornare alle loro vite normali" avrebbe "un impatto positivo in generale sulle nostre relazioni" con l'Egitto. (Res)
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