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Covid: ministro Salute austriaco, produzione vaccino con Israele e Danimarca sarà "cooperazione supplementare"

Roma, 06 mar 09:27 - (Agenzia Nova) - L’Austria intende produrre in futuro dosi di vaccino anti Covid con Israele e Danimarca nell'ambito di una "cooperazione supplementare" anche "anche al di là dell’Ue". Lo afferma in una intervista al quotidiano "La Repubblica", Rudolf Anschober, ministro della Salute austriaco, esponente dei Verdi, spiegando le ragioni dell’alleanza tra il suo Paese, Israele e la Danimarca che ha suscitato critiche in Euripa. "All’inizio della pandemia, ci sono stati ripetuti contatti internazionali con Israele e molti altri stati nazionali, anche extra Ue. È fondamentalmente una buona cosa: vogliamo cooperare il più intensamente possibile, anche nella scienza e nella ricerca. La pandemia non si ferma alle frontiere", dichiara Anschober sottolineando come l'iniziativa dell'Austria non è da considerarsi "come una critica" all'Ue ma "come un complemento". "In tempi di pandemia, è importante avere cooperazioni supplementari", chiarisce. Il ministro sottolinea come sia oggetto di discussione in Ue il passaporto verde. Su questo punto, "Israele è già molto avanti" e "l’Ue ha anche dichiarato che fisserà standard comuni per l’Europa il 17 marzo", ha spiegato il ministro. Sul passaporto per facilitare gli spostamenti, Anschober dice che "sarebbe bene trovare una soluzione europea" e "questa è anche una priorità per noi in Austria". "Ci aspettiamo che sia un passaporto valido e utilizzabile in tutta Europa", aggiunge.

Sulle autorizzazioni in seno all'Unione europea dei vaccini afferma: "Penso che il lavoro tecnico dell’Ema sia ottimo. Certo, c’è una questione di tempi: sappiamo che nella pandemia il tempo è tutto. Ma l’Ue ha annunciato ora che una procedura abbreviata sarà possibile per la seconda generazione. Ci deve essere sempre un mix tra la velocità da un lato e la sicurezza, che è fondamentale, dall’altro. Per inciso, penso che sia ottimo che Sputnik abbia anche presentato domanda all’Ema. Perché non sono un sostenitore dei via libera nazionali". Secondo il ministro della Salute austriaca rispetto ai contratti firmati dalla Commissione europea con AstraZeneca per la fornitura non ci sarebbe stato un errore strategico. "AstraZeneca ha sostenuto che i contratti siano stati conclusi troppo tardi. Nel frattempo, è stato dimostrato il contrario. Non vedo errori europei. E le idee di base e la struttura dei contratti europei sono quelli originariamente definiti da Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi. Successivamente non è solo in Europa che sono arrivate quantità minori. La situazione è simile nella maggior parte degli altri paesi. E abbiamo visto, per esempio, come è iniziata la disputa con AstraZeneca quando hanno annunciato una riduzione drastica delle forniture: è più facile per l’Ue negoziare duramente con un produttore e anche ottenere qualcosa che se lo fanno i singoli stati nazionali", prosegue. (Res)
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