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Usa: ecco la squadra scelta da Biden per politica estera e sicurezza nazionale

Usa: ecco la squadra scelta da Biden per politica estera e sicurezza nazionale
New York, 24 nov 2020 15:30 - (Agenzia Nova) - Il democratico Joe Biden presenterà ufficialmente oggi, dopo l'annuncio di ieri su Twitter, una serie di figure che saranno chiamate a occupare cruciali incarichi diplomatici e di sicurezza nazionale nella sua futura amministrazione presidenziale. La presentazione dei funzionari che affiancheranno il leader democratico segue il tardivo via libera del presidente statunitense uscente, Donald Trump, al regolare processo di transizione presidenziale, affidato all’Amministrazione servizi generali (Gsa): lo sblocco dei fondi per la transizione da parte della direttrice della Gsa, Emily Murphy, segna il primo passo verso il formale riconoscimento dello status di presidente eletto a Biden. Ieri il Democratico ha incassato anche la certificazione della sua vittoria elettorale nello Stato chiave del Michigan. Il gruppo di funzionari chiamati ad amministrare la politica estera della futura amministrazione Biden include anzitutto l’ex sottosegretario e suo collaboratore di lunga data Anthony Blinken. Biden si affiderà anche a una serie di altri profili di primo piano dell'ex amministrazione presidenziale di Barack Obama: l’ex segretario di Stato John Kerry, ad esempio, riceverà il nuovo incarico di inviato speciale del presidente per il clima; l’ex ambasciatrice Linda Thomas Greenfield rappresenterà invece Washington alle Nazioni Unite. Biden presenterà anche una serie di future nomine nel campo della sicurezza nazionale: Jake Sullivan, già consigliere per gli affari esteri di Biden quando questi era vicepresidente Usa, sarà consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca; Avril Haines, invece, potrebbe diventare la prima donna alla guida della comunità di intelligence statunitense.

Biden, che nei giorni scorsi aveva accusato Trump di “mettere a repentaglio vite umane”, ostacolando l’avvio del processo di transizione presidenziale, ha dichiarato ieri che “quando si tratta di sicurezza nazionale e politica estera, non abbiamo tempo da perdere”. “Ho bisogno di disporre di una squadra pronta ad agire sin dal primo giorno, per aiutarmi a porre nuovamente gli Stati Uniti al posto di capotavola che spetta loro, coalizzare il mondo per rispondere alle sfide più grandi che ci troviamo ad affrontare, e far avanzare la sicurezza, la prosperità e i nostri valori”, ha detto il leader democratico. La decisione di incaricare Blinken della politica estera statunitense era già stata anticipata dai media statunitensi nelle scorse settimane. Il funzionario, che ha iniziato la sua carriera istituzionale durante la presidenza di Bill Clinton, è stato sottosegretario di Stato tra il 2015 e il 2017, quando era segretario Kerry. Blinken ha assistito Biden nel 2008, in occasione delle primarie presidenziali del Partito democratico vinte da Barack Obama, e poi ancora durante i due mandati vicepresidenziali di Biden, tra il 2008 e il 2016. Il funzionario è stato anche opinionista del “New York Times” e analista dell’emittente “Cnn”, nonché uno dei più convinti sostenitori della presunta collusione tra il presidente Trump e la Russia (“Russiagate”). Si è espresso a favore dell’intervento militare in Libia nel 2011, della fornitura di armi ai ribelli siriani, del diritto di Israele di difendersi durante l’operazione “Margine di protezione” del 2014, e dell’intervento guidato dall’Arabia Saudita nello Yemen, nel 2015.

Biden ha annunciato ieri anche l’intenzione di istituire, in seno alla sua amministrazione, la nuova figura di inviato speciale per il clima, che andrà a John Kerry. L’ex segretario di Stato, che negli ultimi mesi si è distinto non a caso proprio per decise prese di posizione a favore di una rivoluzione dei modelli di sviluppo globali all’insegna della sostenibilità ambientale, verrà probabilmente incaricato di coordinare le misure di agenzie e dipartimenti federali tese a ridurre l’impatto delle attività antropiche sulle dinamiche climatiche. In un messaggio recentemente pubblicato sul suo profilo Twitter, Kerry ha anticipato personalmente la sua imminente nomina: ”Gli Stati Uniti avranno presto un governo che tratta la crisi climatica come la grave minaccia per la sicurezza nazionale che è. Sono orgoglioso di associarmi al presidente eletto, ai nostri alleati, e ai giovani leader del movimento per il clima per far fronte a questa crisi nella veste di inviato per il clima”. Biden ha precisato ieri che l’incarico di inviato speciale per il clima varrà a Kerry un posto alla tavola del Consiglio di sicurezza nazionale.

Il candidato democratico alla Casa Bianca, che sta seguendo il processo di trasferimento del potere presidenziale dalla sua residenza a Wilmington, nel Delaware, ha scelto Alejandro Mayorkas per guidare il dipartimento di Sicurezza interna. Mayorkas, un avvocato di origini cubane, è già stato vicesegretario del dipartimento che sarà chiamato a dirigere; se confermato dal Senato, diventerà il primo latinoamericano ad assumere l’incarico di segretario per la Sicurezza interna. Biden ha optato invece per un’afroamericana, Linda Thomas-Greenfield, per l’incarico di rappresentante permanente degli Stati Uniti alle Nazioni Unite. Greenfield ha alle spalle 35 anni di esperienza presso l'Us Foreign Service, il Servizio diplomatico degli Stati Uniti: nel corso della sua carriera ha assunto incarichi in quattro diversi continenti. Nella carriera di Greenfield spicca anche il ruolo di viceassistente segretario del dipartimento per la Popolazione, i rifugiati e le migrazioni, che ha assunto tra il 2004 e il 2006: tale incarico è stato indicato da alcuni osservatori come uno dei segnali della decisa svolta verso l'apertura dei flussi migratori già anticipata dal democratico Biden.

Un’altra donna, Avril Haines, potrebbe essere nominata da Biden direttrice dell’Intelligence nazionale. Haines, già vicedirettrice della Central Intelligence Agency (Cia), sarebbe la prima donna ad assumere la guida delle 17 agenzie e organizzazioni federali statunitensi preposte alle attività investigative e di sorveglianza. Una nomina di primo piano, tra le prime che potrebbero essere formalizzate dopo l’insediamento di Biden alla Casa Bianca, è quella di Jake Sullivan a consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca. Annunciando le nomine, Biden ha descritto i suoi futuri collaboratori come “individui di grande esperienza, che si sono messi alla prova nella gestione delle crisi, dotati di innovazione e inventiva. I loro successi diplomatici non hanno eguali, ma riflettono anche l’idea che non è possibile far fronte alle sfide epocali che ci troviamo ad affrontare ricorrendo ad abitudini e approcci di vecchio stampo, o senza un'adeguata diversità di origini e prospettive”.

Le nomine di Biden esprimono con chiarezza l’intenzione del leader democratico di ricollocare gli Stati Uniti nel contesto delle alleanze e delle istituzioni sovra-nazionali da cui la presidenza Trump si è allontanata, additandole come antitetiche agli interessi nazionali degli Stati Uniti e dei loro cittadini. Il 58enne Blinken, in particolare, è un veterano della gestione degli affari esteri statunitensi, e secondo la stampa Usa è un convinto sostenitore di un inquadramento degli Usa nel contesto delle istituzioni internazionali, e di una chiusura netta con la parentesi del “Primato americano” incarnata dal presidente uscente Trump. Biden ha già annunciato l’intenzione di decretare, durante il primo giorno della sua presidenza, la riadesione degli Stati Uniti all’Accordo sul clima di Parigi abbandonato da Trump, che ne contesta l’onere per la prima economia globale. Negli ultimi mesi la prospettiva di un rientro degli Usa nel quadro degli accordi di Parigi ha suscitato da più parti la richiesta al leader democratico di un riequilibrio degli impegni internazionali nell'ambito dell'accordo, affinché gli sforzi richiesti agli Stati Uniti vengano condivisi da potenze emergenti come Cina e India: Biden ha formulato generiche aperture in tal senso, ma non è chiaro se e in quale misura Kerry possa farsi alfiere di tale iniziativa. (Nys)
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