PAPA IN IRAQ

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Papa in Iraq: Francesco invita a porre fine a violenze, guerra e settarismo religioso

Baghdad, 05 mar 18:01 - (Agenzia Nova) - Porre fine alle violenze, alla guerra e al settarismo, favorire gli operatori di pace e avviare la ricostruzione dell’Iraq, anzitutto spargendo semi di riconciliazione e di convivenza fraterna. È questo l’appello lanciato da papa Francesco agli iracheni nella prima giornata dello storico Viaggio apostolico in Iraq, il primo di un pontefice nel Paese del Golfo a maggioranza sciita. Al suo arrivo all’aeroporto di Baghdad, il Papa è stato accolto con tutti gli onori di un capo di Stato, ed è stato ricevuto dalle principali autorità politiche e religiose del Paese. Il primo incontro è stato quello con il premier Mustafa al Kadhimi, nella sala vip dell’aeroporto di Baghdad. Dopo il colloquio con il premier, il Papa ha percorso i circa 25 chilometri che dividono l’aeroporto dal Palazzo presidenziale a bordo di un’auto coperta, probabilmente blindata, attraversando una Baghdad completamente deserta a causa del lockdown imposto dalle autorità per prevenire i contagi da Covid-19. Giunto al Palazzo presidenziale, papa Francesco è stato accolto dal presidente della Repubblica Barham Salih, con il quale ha tenuto il primo discorso del Viaggio apostolico parlando a 150 personalità religiose e politiche e del corpo diplomatico. “Tacciano le armi, se ne limiti la diffusione qui e ovunque”, ha dichiarato Francesco nel suo discorso pronunciato in italiano, nel quale ha ringraziato la comunità irachena e le autorità per l’accoglienza ricevuta, sottolineando come questo viaggio abbia rappresentato il coronamento di un desiderio a lungo espresso. Il pontefice ha ricordato come la terra dell’Iraq sia “strettamente legata, attraverso il patriarca Abramo e numerosi profeti, alla storia della salvezza”. Nel salutare tutti i presenti, il Papa ha sottolineato prima di tutto di venire “come pellegrino” per incoraggiare pastori, religiosi e fedeli della Chiesa Cattolica “nella loro testimonianza di fede, speranza e carità in mezzo alla società irachena”. (segue) (Res)
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