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Covid: Di Maio, su vaccini troppi ritardi, blocco export non è atto ostile contro Australia

Roma, 04 mar 21:29 - (Agenzia Nova) - Il blocco dell'export dei vaccini AstraZeneca verso l'Australia non rappresenta un atto ostile. E’ quanto osserva in un post su Facebook il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, sottolineando che si registrano ancora troppi ritardi nelle forniture di vaccini anti-Covid nell’Unione europea e in Italia da parte di alcune case farmaceutiche “Chi è inadempiente non può avanzare scuse. Se sono stati firmati degli accordi, questi vanno rispettati”, spiega il titolare della Farnesina. “Ecco perché – prosegue Di Maio - come ministero abbiamo chiesto di fermare l’export di circa 250 mila dosi di vaccino anti-Covid dal nostro Paese verso l'Australia. I motivi sono chiari e semplici. L’Australia oggi è considerato un Paese “non vulnerabile” ai sensi del Regolamento Ue; Ci sono ancora pochi vaccini nella UE e in Italia e i ritardi nelle forniture da parte di AstraZeneca sono inaccettabili; 250 mila dosi sono tante: un conto è esportare piccolissime dosi ai fini di ricerca scientifica, un altro è esportarne 250mila”. “Per questi motivi – spiega il ministro - quando abbiamo ricevuto lo scorso 24 febbraio la richiesta di autorizzazione all’esportazione dei vaccini anti Covid-19 da parte di AstraZeneca all’Australia, abbiamo posto un freno. Abbiamo deciso di consultare le altre Amministrazioni nazionali competenti – che hanno tutte espresso parere negativo - e dunque abbiamo proceduto ad inviare due giorni dopo la proposta di non autorizzazione all’export alla Commissione europea, che ha accolto la nostra richiesta il 2 marzo”. “Il tutto – conclude Di Maio - non è un atto ostile dell’Italia verso l’Australia, ma rientra nel regolamento approvato il 30 gennaio scorso in Europa, il Meccanismo sull'export che serve a vitare che le dosi di vaccino destinate all'Unione vengano spedite e commercializzate fuori dalla Ue. Siamo il primo paese europeo a mettere uno stop all'export fuori dall'Unione di un vaccino prodotto all'interno dei nostri confini. Come detto, i ritardi nella distribuzione sono inaccettabili e ci aspettiamo che questa nostra presa di posizione incida positivamente sulla campagna vaccinale europea”.

(Rin)
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