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Difesa: "Wsj", raid Usa in Siria per non mettere in difficoltà governo iracheno

New York, 04 mar 18:50 - (Agenzia Nova) - Il raid effettuato lo scorso 26 febbraio dagli Stati Uniti contro milizie irachene filo-iraniane nell’est della Siria è stato condotto in territorio siriano, perché ciò avrebbe comportato meno rischi per il governo del primo ministro iracheno, Mustafa al Kadhimi. Lo riferisce oggi il “Wall Street Journal”, ricostruendo le circostanze che hanno condotto il presidente Biden a decidere di lanciare il raid. Secondo il quotidiano, inoltre, gli attacchi inizialmente calcolati erano due, il secondo dei quali annullato all’ultimo minuto per la presenza di donne e bambini presso uno dei bersagli. Secondo quanto riferisce il quotidiano, il processo decisionale sarebbe durato dieci giorni, essendo cominciato il 15 febbraio, dopo il lancio di razzi che ha colpito l’aeroporto di Erbil uccidendo un contractor civile e ferendo, tra gli altri, un militare Usa. Le opzioni per colpire la Siria e l’Iraq sarebbero state esaminate con maggiore attenzione dopo il successivo attacco effettuato contro la base di Balad, sabato 20 febbraio: il ferimento di un altro esponente delle forze armate Usa avrebbe infatti “rafforzato la convinzione crescente dell’amministrazione Usa della necessità di qualche tipo di risposta militare”. In questa fase, il 23 febbraio Biden ha avuto contatti con il primo ministro iracheno Al Kadhimi, per discutere della protezione del personale Usa e del desiderio di Washington di offrire un aiuto per l’inchiesta irachena sull’attacco a Erbil. Secondo il quotidiano, gli ufficiali statunitensi avevano intanto deciso di colpire in territorio siriano, dove le milizie implicate nell’attacco contro Erbil erano comunque operative, in posizioni facilmente individuabili presso il confine tra Siria e Iraq. Il 25 febbraio, durante un incontro finale nella “Situation Room”, con alti ufficiali, Biden ha valutato le opzioni finali e le possibili ricadute diplomatiche – incluso l’invio di un messaggio all’Iran – e ha scelto “l’opzione più conservatrice”, ovvero attaccare due obiettivi in Siria. (Nys)
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