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Iraq: duplice attentato costringe autorità a fare i conti con falle nella sicurezza (10)

Baghdad, 21 gen 18:27 - (Agenzia Nova) - Le esplosioni di oggi evidenziano le sfide alla sicurezza che deve affrontare l'Iraq, dopo che gli Stati Uniti hanno ritirato gran parte della propria presenza militare dal Paese negli ultimi giorni della presidenza di Donald Trump. Dopo aver occupato vaste aree dell’Iraq e della Siria tra il 2014 e il 2016, lo Stato islamico ha perso rapidamente terreno sotto la pressione di una campagna militare guidata dagli Stati Uniti e delle operazioni di gruppi sostenuti dall'Iran sia in Iraq che in Siria. Il gruppo ha perso il controllo della sua capitale dell’autoproclamato califfato Mosul ai primi del 2017 e abbandonato la capitale de facto Raqqa, in Siria, nell’ottobre dello stesso anno, con gli ultimi pezzi di territorio abbandonati solo nel 2019. Il gruppo è sopravvissuto come insurrezione in aree remote sia dell'Iraq che della Siria e ha continuato a compiere attacchi mortali, principalmente contro le forze di sicurezza. Alla fine dell'anno scorso, un'imboscata su un'autostrada in un'area controllata dal governo nella Siria orientale ha ucciso almeno 37 esponenti delle forze di sicurezza e ferito altre 13 in imboscata contro un autobus nella provincia di Deir ez Zor, provincia vicino al confine con l’Iraq. Gli attacchi in territorio iracheno sono stati di minore entità, ma comunque numerosi, e non si sono limitati a colpire forze di sicurezza, ma anche infrastrutture. Lo scorso 18 gennaio, i miliziani dello Stato islamico hanno fatto saltare in aria diversi tralicci dell’alta tensione nella provincia irachena di Diyala, causando danni per 4,1 milioni di dollari. Secondo un rapporto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dello scorso anno, lo Stato Islamico controllerebbe ancora oltre 10 mila combattenti organizzati in piccole cellule in Siria e Iraq. I militanti del gruppo sono in grado di muoversi liberamente attraverso il confine iracheno-siriano. (Irb)
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