RUSSIA

 
 

Russia: Consiglio diritti umani, nessuna violazione da parte delle autorità durante le proteste

Mosca, 24 gen 09:27 - (Agenzia Nova) - Non ci sono state violazioni durante gli arresti condotti dalle autorità russe nel corso delle manifestazioni di ieri per chiedere la liberazione dell'attivista Aleksej Navalnyj. E' quanto affermato dal presidente del Consiglio presidenziale russo per la società civile ed i diritti umani, Valery Fadeyev. "Questi atti sono illegali. Non solo non sono autorizzati, ma vengono svolti in un periodo di epidemia", ha dichiarato Fadeyev in riferimento alle proteste di piazza di ieri in tutta la Russia. Il presidente del Consiglio presidenziale russo per i diritti umani ha inoltre chiesto un'indagine approfondita sulla partecipazione di alcuni minorenni alle proteste di piazza non autorizzata. "Su questo serve un'indagine. Perché la vastità della campagna su TikTok, innanzitutto per invitare i minori a prendere parte alle manifestazioni, è molto seria", ha ammonito Fadeyev.

In una nota diffusa ieri sera il Dipartimento di Stato Usa ha invece condannato duramente le "rudi tattiche" contro i manifestanti ed i giornalisti utilizzate dalle autorità russe per sedare le proteste di ieri in tutta la Russia. "I continui sforzi per sopprimere i diritti dei russi di riunirsi pacificamente e la loro libertà di espressione, l'arresto dell'esponente dell'opposizione Aleksej Navalnyj, e la repressione delle proteste sono indicatori preoccupati di un'ulteriore restrizione delle libertà fondamentali", si legge nella nota del Dipartimento di Stato che invita Mosca a liberare le persone fermate ieri così come lo stesso attivista Navalnyj.

Sono oltre 3.000 le persone fermate ieri dalla polizia russa durante le manifestazioni di piazza per chiedere la liberazione dell'attivista Aleksej Navalnyj, arrestato nei giorni scorsi al suo rientro in Russia dalla Germania dopo il presunto avvelenamento con un agente nervino. La Fondazione per la lotta alla corruzione (Fbk) ha intanto invitato i cittadini russi a scendere nuovamente in piazza il prossimo fine settimane per chiedere la liberazione di Navalnyj. Le proteste di ieri a Mosca sono durate alcune ore e si si sono concluse davanti alla prigione Matrosskaya Tishina, dove è detenuto Navalnyj, mentre il momento centrale è stato in piazza Pushkin. Tra le persone fermate nella capitale Mosca anche la moglie di Navalnyj Yulia, poi liberata, e l'avvocato della Fondazione per la lotta alla corruzione Lyubov Sobol multata con una sanzione da 20 mila rubli (266 dollari).

Le manifestazioni si sono svolte in quasi 70 località della Russia a partire per motivi di fuso orario dall'Estremo oriente russo per culminare nelle proteste di San Pietroburgo e Mosca. Durante le proteste, non autorizzate dalle autorità russe, sono stati registrati alcuni momenti di tensione e scontri con gli agenti di polizia. Significativa la partecipazione, che secondo alcuni media indipendenti del Paese avrebbe visto scendere in piazza a Mosca 15 mila persone, 10 mila a San Pietroburgo e 5.000 a Ekateriburg. Per le autorità locali, invece, a Mosca sono scese in piazza solo 4.000 persone, mentre la stampa internazionale riferisce di circa 40 mila manifestanti nella capitale russa. Un dato quest'ultimo confutato dal ministero degli Esteri di Mosca, che lo ha definito "molto esagerato". L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, Josep Borrell, ha fatto sapere di aver seguito gli eventi di ieri i in Russia con preoccupazione. "Condanno le detenzioni diffuse, l'uso sproporzionato della forza, l'interruzione di internet e delle connessioni telefoniche", ha dichiarato Borrell scrivendo su Twitter. "Discuteremo lunedì i prossimi passi durante il Consiglio Affari esteri dell'Ue", ha aggiunto. (Rum)
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