BOLIVIA

 
 

Bolivia: elezioni amministrative, oggi comizi di chiusura e inizio silenzio elettorale

La Paz, 03 mar 23:35 - (Agenzia Nova) - Con l'entrata in vigore del silenzio elettorale a partire dalla mezzanotte si chiude ufficialmente oggi la campagna elettorale in Bolivia in vista delle elezioni amministrative, regionali e municipali che si terranno domenica 7 marzo. La tragedia che ha visto la morte di sette studenti dell'Università della città di El Alto ha determinato la cancellazione dei comizi di chiusura nell'importante metropoli a ridosso della capitale La Paz. Il Movimento politico al socialismo (Mas), la coalizione attualmente al governo, ha confermato tuttavia l'atto centrale di chiusura della campagna, che si svolgerà nella città di Cochabamba con la presenza annunciata del presidente Luis Arce e dell'attuale coordinatore del partito, Evo Morales. Uno dei principali leader dell'opposizione, l'ultra conservatore, Luis Fernando Camacho, terrà il suo ultimo comizio prima dell'inizio ufficiale del silenzio elettorale nella città di Cochabamba, capoluogo dell'omonima regione di cui è candidato a governatore. Allo stesso modo l'ex presidente ad interim ed attuale candidata a governatore della regione del Beni, Jeanine Anez, terrà il comizio di chiusura di campagna nel capoluogo Trinidad.

In questo contesto è atteso per oggi anche l'arrivo in Bolivia della missione di osservatori dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa). Il gruppo di lavoro, guidato dall'ex consigliere dell'Istituto federale elettorale del Messico, Rodrigo Alfonso Morales Manzanares, è incaricato di "seguire aspetti come l'organizzazione elettorale, la tecnologia elettorale, la giustizia elettorale, il finanziamento politico, la partecipazione politica delle donne e dei gruppi indigeni", si legge in una nota del'ente panamericano. La missione, prosegue il comunicato, sarà composta in totale da 16 membri che terranno riunioni con autorità elettorali, rappresentanti del governo, candidati, partiti politici, rappresentanti del mondo accademico e della società civile. Al termine degli scrutini la missione Osa emetterà un rapporto preliminare con osservazioni e raccomandazioni.

La presenza di una nuova missione dell'organismo guidato da Luis Almagro alle elezioni di marzo in Bolivia avviene nonostante il difficile rapporto con l'attuale governo di Luis Arce. Al centro delle controversie le presunte responsabilità dell'Osa nell'annullamento delle elezioni presidenziali del 2019 vinte dall'ex presidente Morales. Un evento che portò alla rinuncia forzata dello stesso Morales e all'insediamento del governo ad interim di Jeanine Anez. Lo stesso presidente Arce aderì ad ottobre scorso, dopo aver vinto le elezioni, ad una richiesta di dimissioni nei confronti di Almagro, mentre l'ex presidente Morales ha presentato nei suoi confronti una denuncia alla Corte penale internazionale (Cpi). "Le mani di Almagro sono macchiate con il sangue delle boliviane e dei boliviani", aveva detto Morales.

Al pari di altri leader della sinistra latinoamericana, Arce e Morales ritengono che il rapporto con cui l'Osa, poco dopo la chiusura delle urne, ipotizzava il compimento di brogli, sia stato il fattore scatenante di una protesta che avrebbe portato alla morte di almeno 30 persone. "Il comportamento criminale di Almagro ha causato un danno irreparabile al popolo boliviano. Se ha un minimo di etica dovrebbe dimettersi e se non si dimette ne chiederemo la sua destituzione in base all'art.116 della carta dell'Osa", spiegava Morales. Smentita ogni ipotesi di frode, il leader "cocalero" definisce la nascita del governo Anez un "colpo di stato". Morales ha citato "otto diversi studi che hanno contestato le conclusioni del rapporto preliminare dell'Osa" oltre ad un ultimo studio comparativo realizzato dal Centro strategico latinoamericano di geopolitica (Celag) sugli 86 seggi nei quali l'Osa aveva segnalato irregolarità. (Brb)
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