ETIOPIA

 
 

Etiopia: Abreu (Ocha) a “Nova”, situazione umanitaria "peggiora di giorno in giorno”

Roma, 26 nov 2020 13:01 - (Agenzia Nova) - La regione del Tigrè è attualmente sotto il controllo delle forze di difesa federali ma, data l’impossibilità di fornire aiuti ed assistenza, la situazione umanitaria "peggiora di giorno in giorno". Lo ha dichiarato ad “Agenzia Nova” il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha), Saviano Abreu, che attualmente si trova a Nairobi, in Kenya. Nella capitale Macallè, ha detto il portavoce, sono di solito operativi 200 operatori sociali che attualmente sono bloccati come altri civili a causa dell’imminente offensiva dell’esercito etiope, annunciata per oggi, mentre in tutto il Tigrè sono state interrotte strade, telecomunicazioni e fornitura di elettricità, rendendo di fatto impossibili movimenti e comunicazioni. A nome delle Nazioni Unite, Abreu ha quindi espresso “estrema preoccupazione” per la sorte dei 500 mila abitanti di Macallè, la capitale regionale, che potrebbero rimanere vittima dei combattimenti, e ha ribadito che tutte le parti in conflitto sono tenute al rispetto del diritto internazionale. “La situazione è drammatica anche nei quattro campi rifugiati delle Nazioni Unite presenti nel Tigrè, dove rimangono scorte alimentari per meno di una settimana per i circa 100 mila rifugiati eritrei che vivono qui, mentre l’acqua ed il carburante scarseggiano”. Abreu ha quindi spiegato a “Nova” che, nonostante un dialogo sia stato avviato con le autorità, dall’inizio del conflitto gli operatori non sono stati in grado di inviare rifornimenti a causa dei blocchi istituiti nella regione. “Lavoriamo per preparare l’accoglienza ma le persone sono terrorizzate, hanno visto uccidere membri delle loro famiglie, i bambini separati dai genitori, chi arriva in Sudan è esausto ed è veramente urgente preparare la risposta umanitaria per tutte queste persone che sono sfollate”, spiega il portavoce, ricordando che 40 mila persone sono fuggite dal Tigrè in Sudan nelle prime due settimane di conflitto, il che fa prevedere che la cifra possa arrivare fino a 200 mila. Nel Tigrè vivono attualmente circa sei milioni di persone. (Res)
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