DIFESA

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Difesa: la Turchia mira a ricostruire l’industria bellica della Libia

Tripoli, 27 nov 2020 16:38 - (Agenzia Nova) - Spedizioni aeree e investimenti nell’industria bellica dell’ex Jamahiriya di Muammar Gheddafi in territorio libico: così la Turchia del presidente Recep Tayyip Erdogan potrebbe aggirare l’embargo sulle armi in Libia imposto dalle Nazioni Unite e attuato dalla missione aeronavale europea “Irini”. Almeno tre Airbus A400 turchi (TUAF219, TUAF220 e TUAF221) sono atterrati ieri sulla pista di Al Watiya, base aerea dislocata circa 130 chilometri a ovest di Tripoli e controllata dalle forze alleate al Governo di accordo nazionale (Gna) di Tripoli. Non è dato sapere cose ci fosse a bordo, ma non è un segreto che cargo simili abbiano recentemente trasportato armi e mercenari in Libia, nonostante l’embargo Onu. Non è tutto. Secondo il sito web d’informazione libico “Libya Akhbar”, la Turchia e il Gna del premier Fayez al Sarraj avrebbero trovato un'alternativa all'invio di armi: fabbricandole direttamente dall'interno dei territori libici. E’ in quest’ottica che si inserirebbe la visita del ministro della Difesa di Tripoli, Salah al Din al Namroush (personaggio considerato molto vicino alla Turchia), e del capo di stato maggiore del Gna, generale Mohamed al Haddad, alle industrie militari nella zona di Sabi'a. (segue) (Res)
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