BOLIVIA

 
 

Bolivia: avviata inchiesta interna alle Forze armate per "corsie preferenziali" vaccino anti-Covid

La Paz, 03 mar 22:23 - (Agenzia Nova) - Il ministro della Difesa della Bolivia, Edmundo Novillo, ha annunciato l'apertura di un'inchiesta interna per un presunto abuso da parte di ufficiali delle Forze armate, che sarebbero stati vaccinati contro il Covid-19 nell'ospedale militare di La Paz (Cossmil) al di fuori del cronoprogramma ufficiale di vaccinazione. L'inchiesta, riferisce l'agenzia di stampa ufficiale "Abi", parte da una denuncia nei confronti di un capitano dell'esercito che avrebbe esercitato pressioni per ricevere il vaccino e dal sospetto che altri ufficiali possano essere coinvolti. "In qualità di presidente del direttorio dell'ospedale ho emanato l'ordine di istruire un'inchiesta rigorosa su queste denunce", ha detto Novillo. Il ministro ha chiesto inoltre che l'eventuale processo e le relative sanzioni vengano determinate al più presto. "Bisogna dare l'esempio in questa istituzione con l'obiettivo che venga rispettato l'ordine di priorità della vaccinazione che si sta realizzando in Bolivia", ha detto. La Bolivia ha iniziato l'immunizzazione di massa contro la Covid-19 dalle persone con malattie renali o cancerose utilizzando le 500 mila dosi del vaccino cinese Sinopharm arrivate nel paese il 24 febbraio.

La denuncia di vaccinazioni privilegiate all'interno delle Forze armate rischia di far scoppiare uno scandalo analogo a quelli occorsi di recente in Perù ed Argentina, dove ad aver presumibilmente approfittato di una posizione di potere sono stati invece funzionari del governo. In Perù una commissione parlamentare d'inchiesta incaricata di fare luce sullo scandalo dei vaccini anti-Covid somministrati in maniera irregolare ha accertato che sono state almeno 470 le persone vaccinate senza fare parte dei volontari sottoposti ai test clinici. Parlando in conferenza stampa il responsabile della commissione, Fernando Carbone, ha dichiarato che di questo gruppo 101 sono persone legate al ministeri della Salute e degli Esteri, tra alti funzionari e loro parenti. Il ministro della Salute, Oscar Ugarte, ha dichiarato che i funzionari coinvolti saranno immediatamente rimossi dal loro incarico. La giustizia peruviana ha avviato per parte sua indagini per reati di concussione e abuso d'ufficio.

Il presidente del Perù, Francisco Sagasti, ha dichiarato di sentirsi "indignato e furioso" dopo avere appreso che funzionari del suo governo hanno ricevuto il vaccino anti-Covid destinato al personale sanitario in prima fila nella lotta al virus. "Sono veramente indignato e furioso per questa situazione che mette in pericolo l'enorme sforzo di molti peruviani che lavorano in prima linea contro il Covid-19", ha detto il capo dello stato parlando al programma televisivo "Cuarto Poder". "Abbiamo ricevuto un duro colpo che viene ereditato dal governo di Vizcarra", ha aggiunto il capo dello Stato, affermando che le persone coinvolte verranno trattate con la "fermezza e durezza" del caso.

In Argentina lo scandalo è scoppiato il 13 febbraio dopo che il giornalista Horacio Verbitsky ha rivelato di aver ricevuto in via preferenziale il vaccino anti-Covid, grazie a una iniziativa dell'ex ministro Ginés Gonzalez Garcia, suo "vecchio amico". Era iniziata in questo modo a circolare un'indiscrezione tra i media che parlava di una lista di circa tremila "vip" che avrebbero goduto di un favore da parte dell'esecutivo. Una indiscrezione destinata a sollevare scandalo in uno dei tanti paesi esposti alle drammatiche conseguenze del nuovo coronavirus. La vicenda aveva coinvolto in un primo momento diversi nomi della scena nazionale, in gran parte della parte politica e sempre vicini all'attuale governo. Tra questi l'ex ministro degli Esteri, Jorge Taiana, e il deputato Eduardo Valdes, amico stretto del presidente Fernandez, ma con la pubblicazione della lista sono apparsi tra gli altri anche i nomi del ministro dell'Economia, Martin Guzman, e degli Esteri, Felipe Sola.

L'ex ministro della Salute Garcia si è dimesso il 14 febbraio, e al suo posto è stata nominata Carla Vizzotti. Dopo aver assunto l'incarico ilneo ministro aveva pubblicato un messaggio sul suo profilo Twitter dove ringraziava il presidente per averla scelta e aveva assicurato che "verranno rafforzati i dispositivi e le azioni che garantiscono l'equità nell'accesso ai vaccini". "Ringrazio il presidente Alberto Fernández per la sua fiducia nel darmi questa responsabilità, che spero di ripagare con il mio massimo impegno e dedizione", aveva detto Vizzotti, che fino ad allora era in carica come segretario per l'Accesso alla salute. Tra le prime misure intraprese al governo quella di pubblicare una lista di 70 nomi di tutte le persone vaccinate su ordine del suo predecessore, e quella di pubblicare in tempo reale i dati sul progresso del piano di immunizzazione contro la Covid-19. (Abu)
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