FRANCIA

 
 

Francia: deputato Acquaviva, il "centralista" Macron ha raffreddato dialogo con autonomisti corsi

Parigi, 22 gen 16:23 - (Agenzia Nova) - Il dialogo tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e gli autonomisti della Corsica si è "molto raffreddato". Lo ha detto in un'intervista rilasciata ad "Agenzia Nova" Jean-Felix Acquaviva, deputato e segretario generale del partito autonomista Femu a Corsica. "La maggioranza territoriale autonomista e nazionalista ha teso la mano al governo francese sin dall'arrivo al potere del presidente Macron, spiegando che c'erano delle tematiche urgenti da affrontare e una forte richiesta di autonomia da parte della Corsica, presentando anche proposte legislative e riforme costituzionali volte a risolvere un certo numero di tematiche gravi e importanti per la regione, come ad esempio la speculazione edilizia", ha spiegato Acquaviva. "Ma sfortunatamente – prosegue il deputato – da tre o quattro anni constatiamo che non c'è alcuna volontà di affrontare certi temi". "È diventato un atteggiamento ricorrente", spiega il leader autonomista, parlando di "comportamenti verticali e centralisti degni della Terza Repubblica francese".

Facendo un paragone con l'ex presidente Francois Hollande, Acquaviva ha detto che durante la precedente amministrazione francese c'era una "tendenza giacobina e centralista ma coesisteva con altre tendenze disponibili al dialogo". Il deputato ricorda infatti che su alcuni temi sono stati fatti dei progressi. "Forse a causa della mancanza di dirigenti politici all'interno di En Marche (partito di maggioranza), Macron si è appoggiato sulla maggior parte del corpo dei prefetti, diventati quasi dei proconsoli con una dimensione politica che non era quella che gli era stata attribuita prima", afferma Acquaviva sottolineando che adesso tutte le trattative si rimandano ai prefetti "in modo paternalista e verticale". "Con il governo centrale ci sono molte poche discussioni, tutto è rinviato ai prefetti, che rappresentano un potere amministrativo non eletto dal popolo", sostiene il deputato autonomista. "Macron concentra su di sé tutto il potere. Dice di sentire i territori ma lo fa attraverso i prefetti e non tenendo conto dei rappresentanti democraticamente eletti", ribadisce il rappresentante di Femu a Corsica, sostenendo che il presidente francese fatica a stabilire un rapporto con le realtà locali.

Le difficoltà di Macron, secondo il leader autonomista, si sono viste anche durante la crisi sanitaria del coronavirus. "Siamo tutti sottomessi al regime di conferenze stampa settimanali per sapere in quale negozio potremo entrare o quale mascherina portare. Siamo dinnanzi a un governo che pigia il bottone 'on-off' per ogni singolo gesto compiuto da un cittadino: è un'anomalia che dimostra una volontà politica di gestione e di controllo su tutto", afferma il rappresentante autonomista, prendendo come esempio proprio quanto successo in Corsica, con il governo che non ha voluto accogliere le proposte presentate per gestire la crisi sanitaria. "Abbiamo perso tempo", sostiene Acquaviva. "Prima della stagione turistica del 2020 c'è stata una richiesta da parte del presidente del Consiglio esecutivo della Corsica, Gilles Simeoni, sulla creazione di un passaporto sanitario per entrare nella regione. In altre parole, fare dei test Pcr prima dell'inizio della stagione per evitare per evitare di diventare rapidamente zona arancione e rossa con una seconda serrata", racconta il deputato, spiegando che la richiesta è stata respinta. Secondo quello che ci è stato detto, in Corsica non si poteva agire "in modo differente rispetto alle altre regioni perché è territorio francese", ricorda Acquaviva. "L'inizio della stagione turistica è andato distrutto perché i voli sono ripresi a fine giugno e non all'inizio del mese, come chiedevamo per i passeggeri dotati di passaporto sanitario", spiega il leader autonomista. "Così abbiamo avuto una stagione turistica in calo e siamo arrivati come tutte le altre regioni, forse anche prima, a essere colpiti dall'epidemia ad ottobre e, per mancanza di anticipazione e di ascolto del territorio, a novembre è stata ripristinata la serrata, ovvero il peggiore degli scenari". Ma, come ricorda il deputato, quella del passaporto sanitario era solo una delle tante proposte avanzate, che includevano altri progetti per evitare il ritorno a una chiusura pressoché totale delle attività.

Acquaviva parla poi della situazione di Pierre Alessandri e Alain Ferrandi - i due membri del commando responsabile del Fronte di liberazione nazionale corso (Flnc) dell’assassinio ad Ajaccio del prefetto Claude Erignac il 6 febbraio 1998 - condannati all'ergastolo e in carcere da 22 anni. Il 22 dicembre scorso il primo ministro Jean Castex ha respinto la richiesta di revocare ai due lo status di detenuti sotto monitoraggio speciale, che impone una sorveglianza rafforzata e impedisce la liberazione condizionale. "La verità è molto semplice: tutta la Corsica e tutta Parigi sanno, e lo dico per averne discusso con un certo numero di consiglieri e persone di cui non farò il nome, che è una questione dettata dalla vendetta. Alcuni alti funzionari di Stato, soprattutto quelli vicini al presidente ma anche quelli in contatto con la famiglia Erignac, sono animati da una logica di vendetta", ha dichiarato Acquaviva, spiegando che al governo è stato chiesto di togliere lo status di sorvegliati speciali per permettere ai detenuti di rientrare in contatto con le loro famiglie e di essere trasferiti nella prigione di Borgo, in Corsica. Una richiesta "forte" che molto difficilmente potrà essere accolta. (Frp)
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