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Ecuador: presidente Moreno dichiara problemi cardiaci, presto studi approfonditi

Quito, 03 mar 20:06 - (Agenzia Nova) - Il presidente dell'Ecuador, Lenin Moreno, ha ammesso di aver sofferto negli ultimi tempi di problemi cardiaci e che si sommetterà a studi approfonditi nei prossimi giorni. "Un elettrocardiogramma ha mostrato un problema nella parte inferiore del cuore, mi hanno detto che non era un problema nel breve termine ma che era necessario fare esami più approfonditi", ha dichiarato Moreno nel programma "De frente con el presidente" emesso sui canali social del governo. Il capo di Stato ha quindi ammesso di aver sofferto un malore nel corso della recente visita ufficiale negli Stati Uniti, lo scorso gennaio. "Mi sono spaventato e mia moglie di più", ha detto. "Ho chiamato un cardiologo che ha fatto una diagnosi e mi ha raccomandato di fare degli esami approfonditi", ha aggiunto Moreno, sottolineando che tuttavia non li ha ancora effettuati. Il presidente ha quindi confermato che si sottoporrà agli esami cardiologici nei prossimi giorni. "Nella giornata di ieri (2 marzo) ho ricevuto gli ordini di servizio da parte del cardiologo", ha detto.

Moreno lascerà il posto da presidente al vincitore del ballottaggio che si terrà l'11 aprile tra il socialista Andrés Arauz ed il conservatore Guillermo Lasso. Una competizione cui non parteciperà invece Yaku Perez, l'ecologista indigeno che al primo turno era giunto alle spalle di Lasso per una manciata di voti e che aveva denunciato irregolarità nelle procedure di scrutinio delle schede. Il risultato ufficiale è stato ratificato il 21 febbraio dal Consiglio Nazionale elettorale (Cne), che ha attribuito ad Arauz - delfino dell'ex presidente Rafael Correa - il 32,72 per cento dei consensi, contro il 19,74 per cento di Lasso, banchiere giunto al suo terzo tentativo di assalto alla presidenza. Al terzo posto e fuori dalla contesa finale, è rimasto Perez, candidato del Pachakutik (il "braccio politico" della confederazione delle comunità indigene), con il 19,389 per cento dei consensi.

La decisione è stata presa dal Cne dopo che erano stati respinti diversi reclami presentati dai rappresentanti dei partiti. Perez aveva sperato nella possibilità di effettuare un'ampia revisione dei verbali di sezione (il 100 per cento di quelli provenienti dalla cruciale provincia di Guayas e il 50 per cento di altri 16 distretti ritenuti in dubbio), secondo un accordo che aveva stretto con lo stesso Lasso nei giorni successivi alla chiusura delle urne. Il candidato conservatore aveva da parte sua avvertito della necessità che la richiesta di riconteggio - limitata nella portata - fosse approvata da tutti e 16 i concorrenti presentatisi al primo turno. Alla fine il Cne ha acconsentito al solo riesame parziale di una manciata di schede, su richiesta del partito Pachkutik, arrivando abbastanza in fretta al risultato proclamato.

Arauz, candidato di fiducia dell'ex presidente Rafael Correa, è stato presidente della Banca centrale e ministro coordinatore della Conoscenza e talento umano nel governo di Correa. Non fa mistero di credere nei precetti fondamentali del programma bolivariano, pronto a riassegnare allo Stato un ruolo centrale nell'economia del paese e rimettendo capitali come Mosca e Pechino al centro dell'orizzonte commerciale. Vicino all'argentino Alberto Fernandez e al boliviano Luis Arce, Arauz ha studiato negli Stati Uniti e parla inglese, francese e russo. Arauz è membro del Consiglio esecutivo dell'internazionale progressista, fondata nel 2020, e di cui fanno parte il democratico Usa Bernie Sanders, l'ex ministro greco delle Finanze Yannis Varoufakis e il vicepresidente del governo spagnolo, Pablo Iglesias. Politico più noto per il legame con il suo mentore che per la sua storia personale, il giovane candidato ha promesso un assegno di mille dollari a un milione di famiglie, guadagnandosi una vivace polemica sui media.

Lasso rappresenta a tutti gli effetti l'opzione conservatrice. Aveva tentato l'assalto alla presidenza nel 2013 perdendo al primo turno con Correa ed è risultato sconfitto di misura (48,8 contro 51,1 per cento) al ballottaggio nel 2017 con Moreno. Lasso interpreta un'agenda neoliberista, promette di alleggerire la presenza dello stato, attirare capitale straniero e scommettere sull'incremento della produzione petrolifera e mineraria. Vicino all'Opus Dei, si è distinto per una ferma battaglia contro la legalizzazione dell'aborto e, pur difendendo la sua intesa con il mondo finanziario, rivendica le origini umili e il profilo di grande lavoratore per annacquare la cattiva immagine di cui godono in generale i banchieri nel paese.

Con le elezioni, che coinvolgono poco meno di 13,1 milioni di cittadini, si eleggono oltre al presidente della Repubblica e il vicepresidente, i 137 deputati dell'Assemblea nazionale e cinque rappresentanti del Parlamento andino. Risulta eletto al primo turno il candidato presidente che ottiene il 50 per cento più uno dei voti o il 40 per cento più uno, ma con un margine di dieci punti percentuali sul secondo. L'insediamento del "ticket" vincente si effettuerà il 24 maggio. Il Paese si presenta alle urne con numeri non incoraggianti dal punto di vista economico. Le statistiche ufficiali parlano di un 6,6 per cento di disoccupazione e un 23,4 per cento di sotto occupazione. Per la Banca Mondiale l'Ecuador ha chiuso il 2020 con una recessione del 9,5 per cento, terza economia con le peggiori prestazioni di tutto il Sud America. Il rimbalzo stimato per il 2021, al 3,5 per cento, è dietro quello di altri paesi a lui paragonabili. Il debito pubblico è arrivato al 64 per cento del prodotto interno lordo e non tornerà entro il limite costituzionale del 40 per cento fino al 2030, in un quadro in cui ha pesato anche lo shock sui prezzi del petrolio a inizio 2020. (Brb)
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