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Cile: violenze in Araucania, Pinera chiede prolungamento "stato di catastrofe"

Santiago del Cile, 02 mar 16:32 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Cile, Sebastian Pinera, ha annunciato che il governo prolungherà lo "stato di catastrofe" nel paese sia a causa della situazione epidemiologica per la pandemia Covid-19 sia per far fronte agli atti di violenza che si sono registrati nelle scorse settimane nella regione dell'Araucania. "Applicheremo lo stato di diritto, oggi abbiamo uno stato di emergenza che consente la collaborazione delle Forze Armate (...) lo stato di assedio dura solo 15 giorni, invece lo stato di catastrofe può rimanere nel tempo e il problema dell'Araucanía richiede più di 15 giorni", ha detto Pinera in dichiarazioni all'emittente "Canal 13". "A causa di questo contesto che ha anche a che fare con la pandemia è necessario prolungare lo stato di emergenza che scade il 13 marzo", ha aggiunto. L'estensione dello "stato di catastrofe" ha chiarito Pinera, richiederà l'approvazione del parlamento, in quanto il 18 marzo si supererà il limite di un anno concesso all'esecutivo. "Ora che la proroga sta per superare un anno deve andare al Congresso e quindi nei prossimi giorni invieremo una legge. Spero che avremo i voti perché lo stato di Catastrofe è assolutamente necessario a causa della pandemia di Coronavirus", ha concluso.

Nonostante la forte ripresa degli atti di violenza ad opera di gruppi armati irregolari ricollegati alle rivendicazioni della popolazione indigena mapuche, la scorsa settimana Pinera aveva escluso l'ipotesi di decretare lo stato d'assedio in Araucania, così come chiesto da alcuni esponenti della stessa coalizione di governo. "La Costituzione contempla stati di eccezione tra cui lo stato di emergenza, assemblea e d'assedio, sono strumenti che rientrano nel nostro stato di diritto e che analizziamo e consideriamo in base al merito della circostanza", ha affermato il capo dello Stato al termine di una riunione di Gabinetto estesa a rappresentanti del parlamento e della Giustizia per analizzare la situazione di emergenza nella denominata "Macrozona sud". Pinera ha quindi precisato che il governo distingue in questo contesto tra le legittime richieste del popolo mapuche e gli atti di violenza perpetrati dai gruppi associati alla causa. "Dobbiamo distinguere le azioni della criminalità organizzata, che ricorre alla violenza, al traffico di droga, al furto di legno e all'uso di armi da guerra, sono cose diverse", ha detto.

Il governo ritiene quindi che dietro alle rivendicazioni della causa mapuche operano gruppi di delinquenti organizzati. "Come Stato e come governo sosterremo le legittime richieste dei nostri popoli nativi e cileni, ma combatteremo la criminalità organizzata, il terrorismo, il traffico di droga e tutto ciò che è associato ad esso", ha sottolineato. Pinera ha quindi rivolto un appello a "riportare la pace e la prosperità" che l'attuale contesto di turbolenza ha portato via a coloro che vivono nelle regioni di Arauco e del Bío Bío . "Siamo consapevoli che questo ha generato una sensazione di impotenza, di impotenza, non solo nelle vittime dirette, ma in tutti i cileni", ha aggiunto precisando che il lavoro congiunto delle istituzioni statali mira a soddisfare le necessità della popolazione e perseguire coloro che commettono reati e delitti. "Questa è una catena e sappiamo tutti che la forza di una catena è uguale a quella del più debole dei suoi anelli", ha detto. Alla riunione hanno partecipato i presidenti del Senato e della Camera, Adriana Munoz e Diego Paulsen, il presidente del Consiglio di difesa di Stato, Juan Peribonio ed il procuratore nazionale, Jorge Abbott.

Lo stesso Pinera, incalzato dalla ripresa delle violenze nella regione, aveva a metà febbraio annunciato l'invio al parlamento un pacchetto di leggi sulla sicurezza tra i quali una nuova legge antiterrorismo. "Dobbiamo dare alle forze di sicurezza e al potere giudiziario gli strumenti necessari per combattere più efficientemente questi atti di violenza e terrorismo", ha detto Pinera commentando una serie di attacchi incendiari nella cosiddetta "macrozona sud" del paese. "Tra queste leggi, abbiamo urgente bisogno di poter disporre di una legge antiterrorismo più efficace e utile di quella che abbiamo oggi, una legge che ci consenta di combattere il traffico di droga con maggiore forza ed efficienza, e una legge per difendere meglio la nostra infrastruttura critica", ha detto.

La regione dell'Araucania era tornata al centro delle cronache fin dall'inizio del mese con diversi episodi di violenza e attacchi incendiari contro mezzi di trasporto legati alle rivendicazioni della popolazione indigena mapuche. Le azioni, sono generalmente portate a termine in diversi punti della regione da gruppi di incappucciati armati di fucili. Tra queste l'attacco con colpi d'arma da fuoco ad un commissariato della polizia di Ercilla e la messa a fuoco di cinque camion, con il ferimento di tre autisti, oltre all'incendio di una cappella cattolica, una chiesa metodista pentecostale e diverse case. All'inizio di febbraio, un gruppo di persone armate aveva bloccato il transito sulla strada statale P70-S tra i comuni di Canete e Tirua all'altezza del ponte Lleu Lleu. In quell'occasione i media locali avevano diffuso una foto in cui si vedono cinque uomini con il volto coperto e armati con fucili da guerra tipo Ak-47 ed M-16 al lato di uno striscione inneggiante alla libertà del leader mapuche, Cesar Millanao, attualmente in carcere.

Il presidente Pinera aveva visitato la regione a novembre del 2020 dopo una scalata di violenza che si era registrata nei mesi precedenti culminata con l'omicidio di un agente della polizia ed uno sciopero nazionale dei camionisti in richiesta di maggiore sicurezza. In quell'occasione il capo di Stato aveva annunciato la decisione di nominare un "coordinatore" tra governo ed autorità locali incaricato esclusivamente dei temi della sicurezza nella macrozona dell'Araucania e del Bio Bio. "Nomineremo un coordinatore affinché tutti gli sforzi che si fanno in relazione alla sicurezza dei cittadini possano essere messi in atto in modo unitario", aveva dichiarato Pinera precisando ad ogni modo che "non esiste un superman in grado di risolvere da solo il problema" e che la nuova figura dovrà riportare direttamente sia al presidente che al ministro degli Interni. Il 25 novembre il governo ha designato quindi per questo incarico a Cristian Barra. (Abu)
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