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Giappone: disoccupazione in calo nonostante lo stato d'emergenza

Tokyo, 02 mar 05:31 - (Agenzia Nova) - Il tasso di disoccupazione del Giappone è calato al 2,9 per cento nel mese di gennaio, un decimo di punto in meno rispetto a dicembre 2020 nonostante lo stato di emergenza in vigore dal 7 gennaio in oltre una decina di prefetture del Paese a causa della pandemia. Lo attestano i dati pubblicato oggi, 2 marzo, dall'ente statistico di quel Paese. Il tasso di disoccupazione della terza economia globale è calato costantemente da ottobre, quando aveva toccato il 3,1 per cento. A sostenere l'impiego è stata soprattutto la spesa pubblica, che ha compensato in parte le ricadute dell'emergenza pandemica. La ripresa dell'occupazione ha interessato soprattutto il settore sanitario, uno tra i principali motori dell'impiego in Giappone assieme alle vendite al dettaglio. In crescita anche i posti di lavoro nel settore manifatturiero, che la scorsa estate avevano registrato un calo marcato. La stabilità del mercato del lavoro è stato uno dei punti di forza strutturali dell'economia del Giappone, che negli ultimi due trimestri è cresciuta rispettivamente del 5,3 e del 3 per cento. Nel 2020 la disoccupazione in Giappone è aumentata in media al 2,8 per cento nel 2020, rispetto al 2,4 per cento del 2019.

L'indice core dei prezzi al consumo del Giappone ha registrato un calo dello 0,6 per cento su base annua nel mese di gennaio. Lo riferisce il quotidiano "Nikkei", che cita i dati ufficiali forniti dal governo giapponese. Gennaio segna il sesto mese consecutivo di calo dell'indice, a conferma delle pressioni deflattive causate dalla pandemia di coronavirus. L'indice core dei prezzi al consumo tiene conto dell'andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi, ma non dei prezzi dei prodotti alimentari freschi. La contrazione registrata a gennaio è leggermente inferiore rispetto alle attese degli economisti, e al calo dell'1 per cento registrato nel mese di dicembre.

Le esportazioni del Giappone hanno registrato la crescita più sostenuta da 27 mesi a questa parte a gennaio, proseguendo il recupero dopo la fase acuta dell'emergenza pandemica grazie alla domanda della Cina e di altre economie asiatiche. Secondo i dati preliminari pubblicati dal ministero delle Finanze giapponese lo scorso 17 febbraio, il mese scorso le esportazioni della terza economia mondiale sono cresciute del 6,4 per cento su base annua, a 5,780 miliardi di yen (54,5 miliardi di dollari). Si tratta del dato migliore da ottobre 2018, e del secondo mese consecutivo di crescita dell'export, che a dicembre ha registrato una espansione del 2 per cento annuo. A trainare la crescita dell'export giapponese sono state le spedizioni verso la Cina (più 37,5 per cento), assieme a un aumento del 19,4 per cento delle spedizioni di merci verso la regione asiatica nel suo complesso. Il forte aumento della domanda cinese riflette in parte il periodo di festività del Nuovo anno lunare, che quest'anno cade a metà febbraio, anziché a fine gennaio come l'anno scorso. Tra le voci dell'export che hanno registrato il maggiore aumento della domanda figurano i semiconduttori. Le importazioni di merci da parte del Giappone sono invece calate a gennaio del 9,5 per cento a 6.100 miliardi di yen, in calo per il 21mo mese consecutivo per effetto del calo del prezzo del petrolio greggio.

Il Giappone ha chiuso il 2020 con una contrazione economica del 4,8 per cento, nonostante la crescita registrata nel quarto trimestre dello scorso anno. Tra ottobre e dicembre dello scorso anno il Pil è cresciuto del 3 per cento, una significativa decelerazione rispetto alla crescita del 5,3 per cento registrata nel trimestre precedente, e non abbastanza per compensare la pesante contrazione causata nei mesi precedenti dalla pandemia di coronavirus. I dati ufficiali confermano però un rimbalzo dei consumi e delle esportazioni nel secondo semestre 2020: i consumi privati, che rappresentano oltre la metà dell'economia giapponese, sono aumentati del 2,2 per cento tra ottobre e dicembre scorsi, meno del 5,1 per cento registrato nel trimestre precedente. (Git)
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