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Usa-Etiopia: Blinken a colloquio con premier Ahmed, indagare su accuse di atrocità nel Tigrè

New York, 02 mar 17:46 - (Agenzia Nova) - Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro etiope Abiy Ahmed al quale ha ribadito le preoccupazioni degli Stati Uniti per la crisi in corso nella regione del Tigrè e ha rinnovato la richiesta al governo di Addis Abeba ad indagare sulle accuse di atrocità commesse nella regione. "È urgentemente necessaria un'azione per porre fine alle ostilità e proteggere i civili. Gli Stati Uniti restano pronti ad aiutare a risolvere il conflitto", ha affermato Blinken su Twitter. Il colloquio giunge dopo che domenica scorsa il ministero degli Esteri etiope ha definito "deplorevole il "tentativo degli Stati Uniti di interferire negli affari interni dell'Etiopia, e in particolare sul coinvolgimento delle forze regionali amhara", considerate responsabili di violenze e abusi nei confronti della popolazione tigrina. "Dovrebbe essere chiaro che tali questioni sono di esclusiva responsabilità del governo dell'Etiopia che, in quanto nazione sovrana, è libera di dispiegare le necessarie strutture di sicurezza e i mezzi disponibili per garantire lo stato di diritto all'interno di tutti gli angoli dei suoi confini", si legge nella nota di Addis Abeba. La dichiarazione è stata diffusa in risposta a quella con cui la scorsa settimana lo stesso Blinken aveva chiesto alle truppe dell'Amhara e della vicina Eritrea di ritirare immediatamente le loro truppe dalla regione del Tigrè.

Le accuse fanno seguito a loro volta al rapporto pubblicato la scorsa settimana da Amnesty International secondo cui centinaia di civili sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco nella città tigrina di Axum, il 28 e 29 novembre scorsi. Il rapporto, che cita 41 testimoni, avvalora un'ipotesi già sostenuta da alcuni media internazionali. In questo contesto, la Task force etiope sull'emergenza Tigrè, istituita dal governo per far luce sugli abusi commessi nel conflitto nel Tigrè, ha avviato un'indagine, mentre la Commissione etiope per i diritti umani ha indicato che, sulla base dei risultati preliminari dell'indagine, l'attacco ad Axum sembra essere stato organizzato per rappresaglia a quello effettuato dalle forze del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf). Il governo etiope, da parte sua, continua a sostenere che nessun civile sia stato ucciso dallo scoppio del conflitto nel Tigrè ed entrambi i governi di Etiopia ed Eritrea negano che nella regione tigrina siano subentrate truppe eritree.

Le accuse fanno seguito a loro volta al rapporto pubblicato la scorsa settimana da Amnesty International secondo cui centinaia di civili sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco nella città tigrina di Axum, il 28 e 29 novembre scorsi. Il rapporto, che cita 41 testimoni, avvalora un'ipotesi già sostenuta da alcuni media internazionali. In questo contesto, la Task force etiope sull'emergenza Tigrè, istituita dal governo per far luce sugli abusi commessi nel conflitto nel Tigrè, ha avviato un'indagine, mentre la Commissione etiope per i diritti umani ha indicato che, sulla base dei risultati preliminari dell'indagine, l'attacco ad Axum sembra essere stato organizzato per rappresaglia a quello effettuato dalle forze del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf). Il governo etiope, da parte sua, continua a sostenere che nessun civile sia stato ucciso dallo scoppio del conflitto nel Tigrè ed entrambi i governi di Etiopia ed Eritrea negano che nella regione tigrina siano subentrate truppe eritree. (Nys)
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