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Romania: Parlamento approva legge di bilancio 2021

Bucarest, 02 mar 17:54 - (Agenzia Nova) - La plenaria riunita del Parlamento di Bucarest ha approvato il progetto di legge sul bilancio dello Stato per il 2021. Sono stati 234 i voti favorevoli e 170 i contrari. Il progetto di bilancio è stato approvato nella forma presentata dal governo. Non sono stati quindi adottati emendamenti. La legge di bilancio 2021 punta su un deficit del 7,16 per cento del Pil e su una crescita economica del 4,3 per cento. I calcoli si basano su investimenti pari al 5,5 per cento del Pil, redditi maggiori del 13 per cento rispetto all'anno scorso e spese in crescita ma solo del 5 per cento.

Le commissioni specializzate del Parlamento romeno hanno approvato ieri la legge di bilancio e quella della previdenza sociale. I documenti sono stati adottati nella forma proposta dal governo, non essendo accettato nessuno dei quasi tremila emendamenti presentati dall'opposizione. Stando all'opposizione, si tratterebbe di un bilancio di austerità, senza aumenti di stipendi, di pensioni o di indennità, mentre l'esecutivo afferma che "le somme stanziate garantiscono il superamento della crisi economica e sanitaria provocata dalla pandemia". La ministra del Lavoro, Raluca Turcan, ha dichiarato che il bilancio della previdenza sociale è maggiore rispetto a quelli degli ultimi due anni e che gli assegni familiari saranno aumentati in due tappe. Quest'anno il deficit non potrà superare il 7,16 per cento del Pil mentre le spese per il personale il 9,8 per cento. "La maggior parte dei ministeri beneficiano nel 2021 di budget maggiori rispetto al 2020, le spese salariali non calano, le tasse e imposte non aumentano, quindi non si può parlare di austerità", ha detto nei giorni scorsi il ministro delle Finanze, Alexandru Nazare, in occasione della presentazione del ddl della legge di bilancio nelle commissioni di specialità del Parlamento.

Il bilancio statale per il 2021 della Romania rappresenta l'inizio della correzione macroeconomica nel Paese essendo razionale e non di austerità, ha spiegato in precedenza il presidente Consiglio fiscale romeno, Daniel Daianu, alla conferenza "ZF Power Summit". "La correzione macroeconomica in Romania inizia nel 2021, ma deve essere correlata alla trasformazione dell'economia, a proposito del Green Deal, al superamento di alcuni gap di sviluppo più la preparazione dell'ingresso nel Exchange Rate Mechanism 2 e nell'area euro. La correzione macroeconomica avrebbe dovuto iniziare nel 2020, ma la correzione è stata fermata dalla pandemia e dal budget 2021, nonostante quello che si dice, cioè che è austerità, io dico che è un bilancio giusto visto il momento che stiamo attraversando. Confrontarlo con i bilanci 2010-2011, quando il reddito personale, gli stipendi, sono stati drasticamente ridotti, non ha senso", ha detto. "Capisco la retorica politica, capisco che il bilancio è in discussione in Parlamento, ma è bene capire che non possiamo ritardare l'inizio di una correzione. Sebbene la correzione sul deficit di cassa appaia considerevole, sulla metodologia europea è moderata, ed è naturale, considerando il fatto che l'economia è in un periodo di convalescenza, anche se si tratta di ripresa. Non dimentichiamo che nel 2019 abbiamo avuto un deficit strutturale di oltre il 5 per cento del Pil", ha aggiunto. "Avevamo il più grande disavanzo primario - quello che esclude il servizio del debito pubblico - dell'Unione europea. Il disavanzo strutturale è aumentato lo scorso anno, supera il 7 per cento del Pil", ha affermato Daianu.

Inoltre gli emendamenti presentati dal Partito socialdemocratico (Psd) al bilancio 2021 hanno sollevato forti critiche da parte del governo, che ha evidenziato "un impatto" pari quasi al 6 per cento del Pil. "I socialdemocratici vogliono portare la Romania fuori dall'Unione europea", ha commentato il primo ministro romeno, Florin Citu in una dichiarazione pubblica. "Ho ricevuto l'elenco degli emendamenti al bilancio 2021 che sono stati presentati anche dal Psd. L'impatto sul bilancio è quasi del 6 per cento del Pil. Ciò significherebbe portare il deficit vicino al 13 per cento del Pil", ha detto Citu secondo cui "senza alcuna sorpresa vediamo esattamente cosa vuole fare il Psd con la Romania, vuole portarla fuori dall'Ue". "Per chi non lo sapesse, attraverso il ministero delle Finanze, versiamo il contributo all'Ue. E' da lì che il Psd vuole prendere i soldi, lasciarci senza contributi all'Ue per farci uscire dall'Ue Questi sono gli emendamenti Psd", ha affermato Citu nei giorni scorsi. (Rob)
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