LIBIA

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Libia: ufficiale di Haftar ricercato dalla Cpi devasta concessionario auto a Bengasi (3)

Bengasi, 02 mar 15:11 - (Agenzia Nova) - I miliziani salafiti della “Saiqa” hanno espresso in passato la propria contrarietà al mandato d'arresto spiccato della Corte penale internazionale contro il loro comandante. In un video messaggio registrato nel 2018 a Bengasi, capoluogo della Cirenaica, un gruppo di uomini in divisa appartenenti ad “Al Saiqa” aveva espresso la propria rabbia contro l’Onu e alcuni paesi occidentali, tra cui l’Italia, dicendosi pronti a giustiziare in pubblico i loro prigionieri. Il maggiore veniva descritto dai suoi uomini come “l'eroe della Cirenaica”, affermando che per i prigionieri uccisi dovrebbe “un onore essere giustiziati dai suoi proiettili”. Gli uomini della “Saiqa” affermavano che il generale Haftar, in qualità di comandante dell’operazione militare “Karama” (dignità in arabo), avrebbe impartito l’ordine di uccidere i prigionieri e di non mostrare pietà. Gli estremisti salafiti avevano ammesso e anzi si erano vantati di aver commesso esecuzioni sommarie pubbliche per causare orrore tra i nemici e si erano detti pronti a rifarlo. “Non abbiamo paura di nessuno, temiamo solo di Allah", avevano spiegato i militanti, negando di aver nascosto i corpi in fosse comuni. I cadaveri dei prigionieri uccisi, a loro dire, sarebbero stati tutti inviati al Centro medico di Bengasi "alla luce del sole". (Bel)
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